AGRICOLTURA agricoltura

Lupi, Confcooperative: «Le recinzioni non bastano, servono stalle protette»

Nucci chiede alla Regione sostegni per gli allevatori, riconversione delle razze ovine e recupero dei terreni incolti.

Pecore al pascolo in Toscana, simbolo degli allevamenti minacciati dai lupi
Confcooperative chiede alla Regione Toscana interventi strutturali per proteggere gli allevamenti dalle predazioni dei lupi. Foto Pexels di Alice Denysenko

Nucci chiede alla Regione Toscana interventi strutturali contro le predazioni: sostegno agli allevatori, riconversione delle razze ovine e recupero dei terreni incolti

Secondo Nucci, servono investimenti capaci di mettere gli allevatori nelle condizioni di continuare a lavorare, garantendo redditività alle imprese e futuro alle aree rurali della Toscana.

Stalle più sicure e nuove razze

Tra le proposte avanzate da Confcooperative c’è il sostegno alla realizzazione di stalle più sicure, così da poter ricoverare gli animali nei periodi più delicati.

Nucci propone inoltre di accompagnare gli allevatori nella riconversione o integrazione delle razze ovine, favorendo, dove possibile, il passaggio dalla razza Sarda alla Lacaune.

Secondo Confcooperative, questa razza si adatterebbe meglio a sistemi di allevamento stanziali o semistanziali e offrirebbe prospettive interessanti anche sul fronte della produzione di latte, della resa casearia e della meccanizzazione del lavoro.

Incentivi per gli allevatori

Per rendere possibile questa transizione, Confcooperative chiede contributi specifici per l’acquisto dei capi e per l’ammodernamento delle stalle, accompagnati da un adeguato supporto tecnico.

L’obiettivo, spiega Nucci, è offrire soluzioni differenti in base alle caratteristiche delle singole aziende, riducendo l’esposizione alle predazioni e migliorando allo stesso tempo l’efficienza produttiva.

Recuperare i terreni incolti

La proposta riguarda anche il territorio.

Confcooperative chiede infatti di collegare la difesa degli allevamenti al recupero dei terreni incolti, incentivando la produzione di foraggi aziendali e la valorizzazione dei prati-pascolo.

Secondo Nucci, mantenere attive le aziende zootecniche significa anche presidiare le aree interne, collinari e montane, contrastare l’abbandono e contribuire alla manutenzione del paesaggio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Un tema che riguarda anche filiere di qualità come quella del Pecorino Toscano DOP.

Rimborsi, prezzi del latte e digitalizzazione

Accanto alle misure di prevenzione, Confcooperative chiede anche rimborsi rapidi ed equi per i danni diretti e indiretti causati dalle predazioni.

Tra le altre richieste figurano accordi di filiera capaci di garantire prezzi del latte coerenti con i costi di produzione, sostegno alla digitalizzazione delle stalle e maggiore autonomia energetica.

«Gli allevatori non chiedono assistenzialismo – conclude Nucci – ma strumenti per restare sul mercato e continuare a svolgere il proprio ruolo».

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