Sei progetti di impianti nel mirino della contestazione: l’appello alla Regione Toscana
Toscana, 15 ottobre 2026 – Una rete di oltre venti sigle e comitati toscani ha avviato una mobilitazione contro sei progetti di impianti agrivoltaici previsti nelle province di Livorno, Pisa, Grosseto e Lucca. Secondo quanto denunciato dai promotori della protesta, le installazioni farebbero capo, tramite “società veicolo” a capitale minimo e senza dipendenti, a colossi industriali e finanziari israeliani.
Cinque di questi impianti, localizzati a Ribolla, Gavorrano e Podere Cavazza nel grossetano, Collesalvetti nel livornese e Lavaiano nel pisano, sono riconducibili al gruppo Shikun & Binui. L’ultimo progetto, situato a Massarosa (Lucca), è invece collegato al Noy Fund. Le realtà pro-Palestina contestano duramente il coinvolgimento di tali aziende: «La realtà va ben oltre la transizione ecologica», si legge nel comunicato congiunto delle associazioni, che accusano le multinazionali di avere: «Un ruolo speculativo e politico inaccettabile» a causa dei loro presunti legami storici con le attività e le infrastrutture delle forze armate israeliane nei territori occupati.
Il caso del progetto “Ribolla”
Il fulcro della protesta è partito dalla Maremma, dove il Collettivo “Diritti in Palestina” ha già raccolto quasi 15.000 adesioni a una petizione contraria all’impianto di Roccastrada. Il progetto originario prevede: «Più di 36mila pannelli, oltre 30 ettari di terreno e opere di rete per una produzione di oltre 19 megawatt», sviluppato all’interno del Parco Nazionale delle Colline Metallifere da una srl locale. I comitati territoriali si sono progressivamente coordinati su scala regionale dopo aver riscontrato lo stesso schema societario anche nelle altre province.
Le richieste alla Regione Toscana
I comitati contestano l’operato della Regione Toscana, chiedendo un’inversione di rotta autorizzativa e l’applicazione delle mozioni di condanna già approvate in Consiglio regionale. Nel testo dell’appello viene sottolineato che: «Il diritto internazionale impone non solo agli Stati, ma anche agli enti territoriali di non supportare in alcun modo questi crimini». I firmatari pretendono il blocco immediato delle concessioni energetiche a queste società, rivendicando che: «La transizione ecologica deve essere anche etica e rispettosa dei diritti fondamentali delle persone».
Per sostenere la richiesta e bloccare i progetti definiti di “estrattivismo neocoloniale”, la rete dei territori ha indetto una prima giornata di mobilitazione per il 16 ottobre. Gli appuntamenti principali prevedono un presidio a Firenze alle ore 11:00 davanti agli uffici della Regione Toscana in via Cavour, e la partecipazione allo sciopero globale per il clima a Livorno a partire dalle ore 9:00.
I promotori hanno inoltre aperto una petizione online per chiedere lo stop a tali progetti.