CRONACA cronaca

Lucca, scoperto un distributore “fantasma”: bloccati rimborsi per 75mila euro di crediti d’imposta

fonte immagine: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle congiuntamente al personale ADM hanno consentito di ricostruire l’effettiva posizione fiscale della società

I finanzieri del Comando Provinciale di Lucca, unitamente al personale  dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di Lucca e Viareggio, hanno eseguito mirate  attività volte al controllo dei rimborsi destinati agli operatori del settore dell’autotrasporto nella  provincia di Lucca.  

In tale ambito è stato possibile individuare un’impresa che, nel corso della presentazione delle  richieste di rimborso, ha falsamente attestato la disponibilità di un impianto di distribuzione  carburante privato, in realtà risultato inesistente. 

Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle congiuntamente al personale ADM hanno  consentito di ricostruire l’effettiva posizione fiscale della società e di rilevare le irregolarità, dalle  quali sono scaturiti profili di responsabilità tanto sul piano giudiziario, quanto su quello  amministrativo. 

In particolare, le attività ispettive hanno consentito di accertare l’inesistenza, presso il luogo  indicato nelle istanze di rimborso, del distributore privato di carburante dichiarato dalla società.  Alla luce delle risultanze emerse, il rappresentante legale è stato deferito alla competente Autorità  Giudiziaria per l’ipotesi di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, ai sensi  dell’art. 483 c.p., in relazione all’indebita percezione di agevolazioni.  

Lo schema, difatti, prevedeva l’ottenimento degli sgravi fiscali attraverso mendaci attestazioni  riportate nella dichiarazione allegata alla richiesta di rimborso dell’accisa sul gasolio per autotrazione.  

Sul versante amministrativo, l’ammontare complessivo dei crediti sottoposti a recupero e di quelli  bloccati raggiunge la cifra di oltre 72.000 euro. È stata altresì irrogata una sanzione amministrativa  di circa 2.000 euro, ai sensi del D.Lgs. 504/95 – Testo Unico sulle Accise. Al provvedimento  sanzionatorio si sono aggiunte le previste misure accessorie, tra cui la preclusione, per la società,  della possibilità di presentare nuove istanze di rimborso per l’anno in corso e per i due anni  successivi. 

L’operazione condotta testimonia la sinergia istituzionale tra la Guardia di Finanza e l’ADM,  impegnate nel controllo delle misure di sostegno destinate al settore dell’autotrasporto affinché  le stesse vengano effettivamente riconosciute ai soli operatori in possesso dei requisiti previsti  dalla legge. 

Contrastare l’indebita percezione di risorse pubbliche significa, infatti, non soltanto salvaguardare  le finanze dello Stato, ma anche tutelare gli imprenditori che operano correttamente, impedendo  che condotte irregolari possano tradursi in indebiti vantaggi competitivi alterando le condizioni  di leale concorrenza del mercato.

Si evidenzia che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, per il  principio della presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati sarà definitivamente  accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.

FONTE: AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI

Leggi anche

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.