La travel writer Julia Buckley inserisce Alle Vettovaglie tra i suoi luoghi italiani preferiti, ma il suo racconto va molto oltre il ristorante: il legame familiare con Livorno, il Mercato Centrale, il cacciucco, la storia del porto mediceo e Modigliani.
Ma nella parte dedicata alla città labronica il ristorante diventa quasi il punto di partenza per raccontare un legame molto più profondo.
Buckley rivela infatti che la sua trisavola viveva nei pressi del Mercato Centrale di Livorno, costruendo attorno a questo ricordo familiare un piccolo ritratto della città fatto di mercato, cucina di mare, cacciucco, storia portuale e Modigliani.
La trisavola della giornalista viveva vicino al Mercato Centrale
Il servizio del Times, pubblicato il 28 agosto 2026 con il titolo The Italy expert’s 30 favourite places to visit, è una guida personale nella quale Buckley seleziona hotel, città, spiagge, edifici storici, ristoranti e altri luoghi che considera particolarmente significativi in Italia.
La stessa testata precisa che le raccomandazioni derivano dal giudizio editoriale dell’esperta, confermando quindi che non siamo davanti a una graduatoria ufficiale o a un concorso.
Alla posizione numero 28 compare Alle Vettovaglie, Livorno.
Ed è proprio qui che il racconto assume una dimensione personale.
Buckley spiega che la sua trisavola abitava vicino al Mercato Centrale e descrive quello livornese come uno dei pochi grandi mercati della Belle Époque rimasti ancora oggi un mercato vero, anziché essere trasformati in strutture pensate prevalentemente per il turismo.
Un’osservazione che restituisce al Mercato delle Vettovaglie un ruolo che i livornesi conoscono bene: non soltanto monumento o attrazione, ma luogo ancora inserito nella vita quotidiana della città.
Alle Vettovaglie come «lettera d’amore» alla cucina di Livorno
Parlando del ristorante, la giornalista utilizza una definizione particolarmente significativa, descrivendolo come:
«una lettera d’amore alla cucina di mare di Livorno».
Il riferimento completo del Times mette insieme il pesce e la forte presenza del pomodoro nella tradizione gastronomica locale, collegandoli direttamente alla storia di Livorno come porto dei Medici.
Non è quindi soltanto il singolo piatto ad attirare l’attenzione della giornalista, ma il rapporto tra ciò che arriva in tavola e la storia della città.
Dal cacciucco a Modigliani
Buckley suggerisce in particolare la zuppetta, presentandola al pubblico britannico come una variazione legata al cacciucco, la celebre zuppa di pesce livornese caratterizzata anche dalla presenza del pomodoro.
Nel giro di poche righe il racconto passa poi dalla gastronomia all’arte.
La giornalista invita infatti a guardare verso quello che identifica come l’ex studio di Amedeo Modigliani, definito nel pezzo come un figlio della città.
È proprio mettendo insieme il Mercato Centrale, la cucina livornese e Modigliani che Buckley chiude il passaggio più personale dedicato a Livorno: secondo la giornalista, osservando tutto questo si può capire perché la sua trisavola fosse tanto legata alla propria città.
Livorno vista attraverso gli occhi di chi conserva un legame familiare
È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’articolo del Times.
Alle Vettovaglie compare certamente tra i trenta luoghi italiani scelti personalmente dalla travel writer, ma ridurre tutto a un “ristorante livornese in classifica” farebbe perdere la parte più originale della storia.
Buckley racconta infatti Livorno partendo dalla memoria della propria famiglia.
Il Mercato Centrale non viene descritto semplicemente come un’attrazione turistica, ma come un luogo ancora autentico. La cucina viene collegata alla storia del porto mediceo. Il cacciucco diventa un elemento attraverso cui spiegare la gastronomia cittadina a un pubblico internazionale. E Modigliani completa un’immagine nella quale cibo, storia e cultura finiscono per intrecciarsi.
Una Livorno diversa dalla Toscana da cartolina
In un articolo che attraversa l’intera Italia — dalla Sicilia alla Liguria, dalla Sardegna alla Toscana — Livorno entra quindi attraverso caratteristiche molto precise.
Non palazzi rinascimentali o paesaggi da cartolina, ma un mercato ancora vivo, una cucina profondamente legata al mare, un passato portuale e una storia familiare.
Ed è forse proprio questo il passaggio più significativo del racconto del Times: una delle più importanti testate britanniche dedica spazio a una Livorno riconoscibile e autentica, raccontata non attraverso gli stereotipi turistici della Toscana, ma attraverso ciò che ancora oggi ne caratterizza la vita quotidiana.
Una città alla quale, scrive in sostanza Julia Buckley ricordando la propria trisavola, si può restare profondamente legati anche a distanza di generazioni.