Il direttivo interviene dopo l’annullamento della procedura e del contratto: «Avevamo sollevato criticità da tempo. Ora servono responsabilità politiche»

Collesalvetti – Si alza ulteriormente il livello dello scontro politico sul caso del dirigente tecnico del Comune di Collesalvetti. Dopo l’annullamento della procedura, interviene con un duro comunicato La Sinistra di Collesalvetti, che parla apertamente di «fallimento di un’amministrazione che ha ignorato ogni avvertimento».
Il documento, datato 7 agosto 2026, punta il dito contro la Giunta guidata dalla sindaca Sara Paoli e ricostruisce le contestazioni che, secondo il gruppo politico, erano state avanzate già durante il percorso per il ripristino della dirigenza comunale.
«L’obiettivo principe del programma è saltato»
La Sinistra di Collesalvetti sostiene che il ripristino della dirigenza fosse stato presentato dall’Amministrazione come uno degli elementi caratterizzanti del mandato.
Nel comunicato viene quindi definita una «clamorosa marcia indietro» la decisione assunta con la Determinazione n. 716 del 3 agosto 2026, attraverso la quale, secondo quanto riportato dal gruppo, sarebbe stata annullata in autotutela la procedura relativa al dirigente tecnico e cancellato il contratto già sottoscritto.
«Un errore amministrativo può capitare – scrive il direttivo – ma dover fare un passo indietro così imbarazzante dopo aver ignorato tutti gli avvertimenti è un vero e proprio fallimento di programmazione e di credibilità politica».
Le contestazioni sulle procedure
Il gruppo ricorda di aver sollevato, insieme alle liste civiche di opposizione, dubbi sia sulle procedure seguite sia sulle modifiche allo Statuto comunale finalizzate al ripristino della dirigenza.
Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, nel corso dei mesi sarebbero state più volte evidenziate perplessità durante il dibattito in Consiglio comunale.
La Sinistra di Collesalvetti sostiene inoltre che, nonostante queste contestazioni, sindaca e vicesindaco avessero pubblicamente rivendicato la responsabilità politica del percorso intrapreso.
Una parte delle critiche viene indirizzata anche all’assessore con delega al Personale.
Il riferimento all’articolo 97 della Costituzione
Il comunicato entra poi nel merito della Determinazione 716.
Secondo l’interpretazione fornita dalla Sinistra di Collesalvetti, dagli atti emergerebbero dubbi sulla legittimità di una selezione per dirigente riservata esclusivamente al personale interno, anche in relazione all’articolo 97 della Costituzione.
Il gruppo sostiene inoltre che la revoca sarebbe servita a prevenire possibili contenziosi e impugnazioni e che, dopo l’annullamento della nomina, il dipendente interessato sarebbe stato reintegrato nel precedente ruolo di funzionario.
Si tratta di punti riportati nel comunicato politico e attribuiti dal direttivo alla lettura degli atti comunali.
Il nodo dei costi del personale
La Sinistra solleva anche una questione economica.
Secondo i propri calcoli, vi sarebbe uno sbilancio relativo alla spesa del personale di circa 130mila euro. Il gruppo si domanda quindi su quali presupposti potrà essere avviata la nuova procedura di selezione.
Anche questo dato rappresenta una valutazione formulata dall’opposizione nel comunicato e necessita di essere distinto dalle conclusioni ufficiali dell’Ente.
«Ci aspettiamo un mea culpa»
Il tono diventa particolarmente duro nella parte politica del documento.
La Sinistra di Collesalvetti chiede un’assunzione di responsabilità da parte della Giunta e della sindaca Paoli, arrivando ad affermare che, dopo quanto accaduto, si aspetterebbe anche una conseguenza politica all’interno dell’esecutivo.
«L’Amministrazione oggi è chiamata a rispondere non solo del corto circuito organizzativo generato – conclude il direttivo – ma della responsabilità politica di aver difeso una scelta che si è rivelata formalmente e sostanzialmente insostenibile».
La posizione della Sinistra di Collesalvetti si inserisce così in uno scontro che nei giorni successivi ha visto arrivare anche la replica della sindaca Sara Paoli, che ha invece distinto il vizio procedurale dalle precedenti contestazioni sulla capacità assunzionale e respinto l’idea di un fallimento dell’obiettivo di mandato.