Sala operativa attiva 24 ore su 24, circa 4000 volontari, 400 operai forestali, oltre 600 mezzi, prevenzione ed altro
Toscana, 7 luglio 2026 – Si è svolta ieri mattina, la conferenza stampa in cui il presidente della regione Eugenio Giani e l’assessore all’agricoltura Alessandro Marras, hanno presentato la stagione Aib 2026, per contrastare il fenomeno degli incendi boschivi.
Cambiamenti climatici e incendi nel primo semestre
Il cambiamento climatico e quello dell’uso dei terreni stanno avendo un forte impatto su questo fronte, allungando la stagione a rischio. Nei primi 6 mesi del 2026 infatti, si sono registrati 151 incendi, tra i quali spicca quello avvenuto sul Monte Faeta a fine aprile.
Prevenzione e collaborazione
Vari sono i punti del documento “Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la gestione del rischio incendi boschivi”, tra cui un’attenta pianificazione per prevenire i roghi, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, enti locali, volontariato, strutture tecniche e cittadini.
I numeri del sistema regionale
Oltre alla pianificazione, grande operatività da parte della regione, con la sala operativa attiva 24 ore al giorno, circa 4.000 volontari, 400 operai forestali, oltre 600 mezzi, fino a 10 elicotteri, 7 Centri operativi provinciali, 180 direttori delle operazioni di spegnimento e i presidi estivi sulle isole.
L’intervento di Giani
«La Toscana – ha sottolineato il presidente Giani – è una regione che ha fatto della cura del territorio, della tutela del paesaggio e della protezione delle comunità una parte essenziale della propria identità. Oggi questa responsabilità assume un valore ancora più forte, perché gli effetti del cambiamento climatico stanno modificando profondamente anche il rischio incendi. Con le strategie di adattamento che presentiamo oggi la Toscana sceglie di guardare avanti. Non basta intervenire quando il fuoco è già divampato: dobbiamo conoscere meglio i territori, rafforzare la prevenzione, sostenere la resilienza delle comunità e costruire politiche capaci di anticipare i cambiamenti. È una sfida ambientale, ma anche civile, economica e sociale, perché proteggere i boschi significa proteggere la sicurezza delle persone, il lavoro agricolo, le aree interne, il turismo, la biodiversità e la qualità della vita. La Regione continuerà a investire in questa direzione, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, enti locali, volontariato, strutture tecniche e cittadini».