Attualmente sul territorio toscano sono presenti 38 centri, destinati a diventare il punto di riferimento del nuovo assetto organizzativo
La Toscana si prepara ad affrontare una nuova fase nella gestione della malattia di Alzheimer, avviando una riorganizzazione dei percorsi socio-sanitari per rendere il sistema regionale pronto all’introduzione delle terapie innovative attualmente in fase di definizione nel panorama sanitario italiano.
La Giunta regionale ha approvato un documento strategico dedicato alle demenze, elaborato dall’Organismo Toscano per il Governo Clinico, con l’obiettivo di costruire un modello assistenziale omogeneo e sostenibile su tutto il territorio.
L’iniziativa nasce in relazione ai nuovi farmaci anti-amiloide destinati alle fasi iniziali dell’Alzheimer, trattamenti che stanno modificando profondamente le prospettive terapeutiche della patologia neurodegenerativa. La possibile introduzione di queste cure richiede però un adeguamento dei percorsi clinici, diagnostici e assistenziali, motivo per cui la Regione ha deciso di anticipare i tempi e predisporre fin da subito una rete organizzativa capace di accogliere le novità terapeutiche, qualora diventino disponibili e rimborsabili in Italia.
Secondo le stime regionali, in Toscana le persone con demenza oltre i 65 anni sono più di 81 mila, mentre circa 1.500 casi riguardano la fascia d’età compresa tra i 35 e i 64 anni. L’Alzheimer rappresenta la forma più diffusa, interessando circa il 60% delle diagnosi di demenza.
Il piano regionale individua una rete articolata di Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), chiamati a svolgere funzioni diverse tra prescrizione, somministrazione delle cure e monitoraggio dei pazienti. Attualmente sul territorio toscano sono presenti 38 centri, destinati a diventare il punto di riferimento del nuovo assetto organizzativo.
Tra gli aspetti centrali del progetto figura il potenziamento degli strumenti diagnostici avanzati necessari per identificare precocemente i pazienti potenzialmente idonei ai nuovi trattamenti. Il percorso prevede un maggiore utilizzo di test neuropsicologici, PET amiloide, risonanze magnetiche e biomarcatori specifici, oltre a un’attenta sorveglianza degli eventuali effetti indesiderati legati alle terapie innovative.
La riorganizzazione punta inoltre a rafforzare la medicina territoriale attraverso il coinvolgimento delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità, strutture nelle quali potranno essere sviluppate le attività di monitoraggio e presa in carico successive alla fase specialistica, con l’obiettivo di rendere le cure più vicine ai pazienti e alle loro famiglie.
Il documento regionale tiene conto dell’attuale mancata rimborsabilità da parte di AIFA dei nuovi anticorpi monoclonali anti-amiloide, sottolineando tuttavia come il quadro regolatorio sia ancora aperto a possibili evoluzioni.
Per questo la Toscana ha scelto di muoversi in anticipo, definendo una rete clinica e organizzativa capace di rispondere ai futuri cambiamenti nel trattamento della malattia di Alzheimer.
FONTE: REGIONE TOSCANA- SITO INTERNET TOSCANA NOTIZIE