L’ad di Apartments Florence: “Anacronistico chiamare shadow economy un comparto con Cin, banca dati nazionale e controlli fiscali costanti. Sì alle sanzioni contro gli irregolari, no alla criminalizzazione tanti imprenditori e operatori onesti”
“I numeri vanno letti, non agitati. Federalberghi mette insieme annunci, immobili, proprietari e abusivismo come se fossero la stessa cosa. Non lo sono. E da questa confusione nasce una rappresentazione del mercato degli affitti brevi che rischia di essere più utile alla polemica che alla comprensione del fenomeno”.
A dirlo è Lorenzo Fagnoni, amministratore delegato di Apartments Florence, azienda che gestisce circa 600 appartamenti a Firenze, intervenendo dopo i dati diffusi da Federalberghi sulla cosiddetta “shadow economy”.
“Parto da Firenze per fare un esempio concreto. Federalberghi parla di quasi 14 mila annunci, mentre altre rilevazioni riferite allo stesso periodo ne individuano circa 9 mila effettivamente online e poco più di 5 mila stabilmente attivi. Qual è il numero giusto? Lo decide Federalberghi? Ma soprattutto: perché un annuncio viene automaticamente trasformato in una casa sottratta ai residenti? Questa è una logica semplificatoria e in quanto tale pericolosa”, sottolinea Fagnoni.
“Anche il ragionamento sui soggetti che gestiscono più appartamenti non regge. Se un account gestisce dieci, venti o cento immobili, non significa che una sola persona possieda dieci, venti o cento case. È il principio stesso del property management: un operatore professionale – spiega Fagnoni – può gestire immobili di decine di proprietari diversi, spesso famiglie che scelgono di mettere a reddito una proprietà affidandosi a un soggetto specializzato. Far passare il numero degli immobili gestiti come numero degli immobili posseduti è un’altra semplificazione che altera la lettura del mercato”.
“Poi c’è la definizione di ‘shadow economy’, che nel 2026 appare francamente fuori dal tempo. Le locazioni turistiche non sono un’economia sommersa per definizione: oggi esistono CIN obbligatorio, banca dati nazionale, comunicazioni alla Questura, imposta di soggiorno, obblighi fiscali e ritenute operate dalle piattaforme. È un mercato sempre più tracciato e regolamentato. Se ci sono soggetti che operano fuori dalle regole, – attacca l’ad di Apartments Florence – vengano individuati e sanzionati. Su questo non abbiamo nulla da obiettare. Ma non si può usare l’esistenza dell’abusivismo per gettare un’ombra su chi lavora legalmente”.
“Il punto, forse, è proprio questo: gli affitti brevi sono diventati un’offerta competitiva e la domanda li sceglie. E invece di chiedersi perché milioni di persone preferiscano questa formula, Federalberghi prova a delegittimarla definendola shadow economy. È un modo singolare di affrontare un mercato: quando un’offerta incontra la domanda, non la si dovrebbe accusare di esistere – nota Fagnoni – ma capire quali esigenze sta intercettando”.
“Se Federalberghi vuole combattere l’abusivismo, troverà anche noi dalla stessa parte. Se invece l’obiettivo è far coincidere affitto breve e abusivismo per colpire indistintamente un intero comparto, allora siamo davanti a un’altra operazione. E sarebbe più corretto chiamarla con il suo nome: non una battaglia contro la shadow economy, ma una battaglia contro un concorrente”, conclude Fagnoni.