POLITICA Livorno

Referendum Giustizia, il Partito Socialista Italiano per un “sì” ragionato

un momento dell'incontro che si è svolto questa mattina (a destra la segretaria provinciale del Partito Socialista Sonia Baronti e al centro Massimo Bianchi ex vicesindaco di Livorno)

Giudice terzo e PM autonomo

Il Partito Socialista Italiano sceglie un “sì ragionato” al Referendum Giustizia, confermativo delle norme in materia di ordinamento giurisdizionale, separazione delle carriere dei magistrati e istituzione della Corte disciplinare.

Una posizione chiara, coerente e fondata su una visione riformista, libertaria e garantista, che punta a rafforzare il principio del giusto processo e la fiducia dei cittadini nella giustizia.

Referendum Giustizia e separazione delle carriere: la scelta del PSI

La convocazione del referendum pone tutte le forze politiche di fronte a una scelta di merito. Quella del PSI è una decisione ponderata, in continuità con la posizione già assunta nel referendum del giugno 2022, a sostegno di un giudice realmente terzo e imparziale e di un pubblico ministero autonomo e indipendente.

Secondo i socialisti, la separazione delle carriere rappresenta un passaggio essenziale per garantire un processo equo, nel quale accusa e difesa si confrontino ad armi pari, senza ambiguità di ruolo che possano compromettere l’imparzialità del giudizio.

No a una “spedizione punitiva” contro la magistratura

Il Partito Socialista Italiano respinge con fermezza ogni tentativo di trasformare il referendum sulla giustizia in una spedizione punitiva contro la magistratura, alimentata da risentimenti politici. Una deriva che rischierebbe di produrre una grave frattura nei rapporti tra i poteri costituzionali e di indebolire l’equilibrio democratico.

Per il PSI, l’istituto referendario deve rimanere uno strumento di scelta libera e consapevole, fondato su una valutazione nel merito delle norme, non condizionata dalle contrapposizioni ideologiche tra schieramenti.

Legge Nordio-Meloni: riforma non organica, ma un passo sul giusto processo

Pur riconoscendo che la legge Nordio-Meloni non costituisce una riforma organica della giustizia e non affronta i problemi strutturali della macchina giudiziaria, il PSI ritiene che la separazione delle carriere possa contribuire a rafforzare il principio costituzionale del giusto processo.

L’articolo 111 della Costituzione stabilisce infatti che il processo si svolga nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale. Un principio che trova piena coerenza nella distinzione tra funzioni requirenti e giudicanti.

Il richiamo a Giuliano Vassalli e al rito accusatorio

Il “sì” socialista si inserisce nel solco della riforma del processo penale del 1989, che introdusse il rito accusatorio. A ispirarla fu l’insigne giurista e ministro socialista Giuliano Vassalli, che già allora sottolineava come non fosse corretto parlare di sistema accusatorio finché «il pubblico ministero è un magistrato uguale al giudice, appartenente alla stessa carriera e agli stessi ruoli».

Un monito che, a distanza di decenni, conserva tutta la sua attualità nel dibattito sulla riforma della giustizia.

Incontro del Partito Socialista Italiano a Livorno

Di referendum giustizia, separazione delle carriere e garanzie costituzionali si è discusso questa mattina a Livorno, nel corso dell’incontro promosso dai rappresentanti del Partito Socialista Italiano presso il bar Duomo, occasione di confronto pubblico con cittadini e simpatizzanti sui contenuti del referendum e sulle prospettive di una giustizia più equa ed equilibrata.

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