Un piccolo omaggio di grande affetto da parte nostra alla dolce Eleonora Giorgi
Oggi ci lascia Eleonora Giorgi. Dopo una malattia che però non ha intaccato la sua voglia di sorridere, di guardare alle cose bella della vita e di esserne comunque grata. Che la terra le sia lieve.
Eleonora Giorgi è stata in film di Fellini, Damiani, Visconti, Argento e nonostante questo è sempre stata considerata come non abbastanza da taluni critici per i quali…e però la Magnani, la Vitti, la Valeri e forse è vero ma perché stare sempre lì col bilancino, col metro, che sancisce sempre che ci sono film migliori, interpreti migliori?
Eleonora Giorgi è entrata nell’immaginario nazionale perché era brava in tutti quei film che oggi fanno storcere il naso agli intellettuali (da poco): film leggeri ma non stupidi, forse poco al passo coi tempi moderni ma comunque belle commedie figlie di un’epoca passata ma rimasta intatta, libera, nei nostri ricordi. Quando essere leggeri non era ancora un insulto ma un pregio.
Mia moglie è una strega – Castellano e Pipolo. Siamo alla fine del 1600, Eleonora Giorgi è la strega Finnicella: viene bruciata sul rogo dal Cardinale Altieri. Siccome però è l’amante preferita del demone Asmodeo, egli la riporta in vita 300 anni dopo, negli anni 80 del 1900, perché possa vendicarsi del discendente di Asmodeo. La commedia si articola sullo scontro di Finnicella prima con la realtà moderna e poi con l’Emilio Altieri del presente, che poi è Renato Pozzetto, che ovviamente non sa nulla di ciò che gli sta accadendo. Tra odio e amore i due si troveranno coinvolti in molteplici situazioni. Una commedia divertente, con tutto il sapore degli anni ‘80.
Mani di Velluto – Castellano e Pipolo. Adriano Celentano è Guido. un ingegnere milanese diventato ricco perché ha inventato un vetro antirapina. Un giorno ha un incidente in vespa e a prestargli soccorso è Tilli, interpretata da Eleonora Giorgi. Tilli è una ladra, proveniente da una famiglia di ladri, e scambia Guido per un borseggiatore come lei. Guido vorrebbe dire la verità ma tutti i ladri, compresa Tilli, lo odiano per i suoi sistemi antifurto. Quindi sta al gioco fino a che una serie di eventi non riporterà tutti i nodi al pettine. In questa commedia di fine anni 70 non tutto è politicamente corretto, Celentano in stato di grazia tra molleggiature e comicità surreale, la Giorgi ladra dallo spirito diretto ma piena di grazia è perfetta.
Borotalco – Carlo Verdone. Borotalco è Borotalco, quasi impossibile non averlo visto. Uno dei must del cinema di Verdone, qui in stato di grazia insieme a tutti i suoi comprimari. Verdone è Sergio: un venditore a porta a porte di enciclopedie della musica ma mica tanto bravo. Anzi. La sua situazione impacciata e precaria impensierisce sia la fidanzata sia il padre di lei – un Mario Brega entrato nella storia del cinema nostrano con un monologo che inizia con delle olive greche – che puntano al matrimonio come Dio comanda. Per questo motivo, Sergio chiede l’aiuto della migliore venditrice del mese: Nadia. Bionda spumeggiante chiacchierona rocchettara fanatica di Lucio Dalla. Personaggi, situazioni, scambi di persona tutti da ridere e una coppia che forse nemmeno gli eventi della vita (filmica) può separare.
Ciao, Eleonora!