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Cinemartedì: cosa guardare in settimana

L’Osservatore di Livorno vi consiglia tre film per le vostre serate a casa

Quando si pensa al Nord Europa la prima cosa che ci viene in mente è: freddo. Il Cinemartedì di questa settimana è così perfettamente in linea con questi ultimi giorni di inverno. Non solo freddo inteso come neve e ghiaccio ma anche freddo interiore, solitudine, paura. Fino a sentirsi…agghiacciati. Bisogna dire che i paesaggi del Nord, così estesi e impervi, aumentano il senso di smarrimento che questi film, due islandesi e uno danese, cercano di restituirci. Lo so che detto così suona palloso ma, fidatevi, proprio no. 

Rams – G. Hakonarson. Il titolo originale, sia inglese sia islandese, è perfetto: montoni. Il sottotitolo italiano ve lo risparmio, quantomeno qui, perché è un odioso mezzo spoiler. Montoni, si diceva. Dunque, siamo in Islanda ed è inverno. Dimenticatevi però i fiordi a picco sull’oceano, le sorgenti termali, la Laguna Blu e l’aurora boreale. In Rams siamo nell’entroterra islandese: rurale, povero, spoglio. L’attività principale di sostentamento, direi anche l’unica, è la pastorizia. E le pecore e i montoni sono quasi venerati in questo piccolo villaggio: trattati come figli, ci si scrivono sopra delle poesie, c’è un concorso per premiare l’esemplare di montone migliore. Vince Kiddi. Pastore solitario, rude e un po’ ubriacone. E questo genera invidia nel fratello Gummi, con cui non si parlano da 40 anni. Spinto dall’invidia, Gummi ispeziona di nascosto il montone del fratello e scopre che la povera bestia è affetta da scrapie: una malattia che colpisce gli ovini, simile al morbo della mucca pazza. E così la macchina della sanità pubblica si mette in moto inesorabile, senza pensare alle persone e lavoratori che ha di fronte: abbattimento di tutti i capi di bestiame del villaggio; stop alle attività di pastorizia per due anni; sussidi e nuove offerte di lavoro per tutti; fieno dato alle fiamme; cascine di famiglia mezze smantellate. E tra la disperazione e la rassegnazione di tutti, Kiddi fa resistenza. Non solo perché poco avvezzo alle regole ma anche perché non accetta la definitiva perdita della razza di pecore islandesi. Vista soprattutto come identità, storia del villaggio ma anche eredità visto che sono uomini soli e senza famiglia. Kiddi si arrabbia con Gummi, che pare non capire. Ma forse si sbaglia, il fratello è più vicino di quanto lui creda.Con qualche rimando a “Una storia vera” di David Lynch per quanto riguarda il rapporto fraterno spezzato; e una strizzata d’occhio a “Gli spiriti dell’Isola” di Martin McDonagh là dove il paesaggio solitario accentua il rancore e la solitudine; Rams è un film semplice, senza orpelli, diretto e dove viene mostrato solo il necessario eppure racconta molto della natura umana. Su Amazon Prime Video. 

La Donna Elettrica – B. Erlingsson. Sembra un film di supereroi e invece non lo è. O forse sì. Halla è una donna ruvida e gelida, proprio come i paesaggi montuosi dell’Islanda in cui vive. Dirige un coro ma è anche una eco-terrorista: sabota le linee elettriche e gli impianti siderurgici, orrori inquinanti che distruggono il paesaggio naturale. Aggiorna la popolazione delle sue attività militanti e chiede a gran voce una rivoluzione tramite volantini in cui si firma La Donna Elettrica. A complicare le sue attività: l’amico agente di polizia che è sulle sue tracce senza sapere che si tratta di lei; la sorella gemella che viene indagata al posto suo; l’arrivo di una bambina dall’Ucraina di cui aveva fatto richiesta di adozione. Tutti i nodi verranno al pettine nella vita di Halla, in una corsa contro il tempo e contro le difficoltà che la metteranno a dura prova e la costringeranno a rivalutare le sue priorità. La forza di questo film sta proprio in Halla: non si tratta di una ragazzina che si affaccia al mondo adulto della politica e dell’economia in modo angosciato ma di una donna adulta che decide di andare, come direbbe De André, in direzione ostinata e contraria. I suoi atti sono di per sé inutili oltre che fuori dal tempo: è passato il momento storico in cui i sabotaggi avevano davvero un impatto sull’economia. Il suo chiedere una rivoluzione ai compaesani pigri e sordi è un atto che scatena più tenerezza che passione politica, tanto più che si dà anche un nome da supereroina. Oltre al fatto che usa ancora la carta e non internet per rivendicare le sue gesta e urlare i suoi slogan politici. Halla è fuori dal sistema, non capisce il sistema ma allo stesso tempo il sistema non capisce lei: è talmente assurdo che una donna stimata, adulta, ben inserita si comporti in questo modo che la polizia guarda sempre altrove, l’ha davanti e non la vede. La scambia addirittura per un’altra Nella difesa del territorio di Halla non c’è solo politica e ambientalismo ma anche amore: per la sua terra, le sue montagne e le sue vallate, per quel cielo pieno di cavi e pali che lei vorrebbe tornare a guardare libero e azzurro. Ma forse purtroppo quel tempo è finito. Su Amazon Prime Video.  

Speak No Evil – C.Tafdrup. Lo dico subito: esiste la versione statunitense che però non ho mai visto. Si tratta di fatto dello stesso film ma firmato Usa e, in tutta onestà, non capisco perché allora non guardare questo originale europeo. Il film inizia nell’assolata e dolce Toscana dove due coppie in vacanza con figli al seguito fanno amicizia. Al momento della partenza si scambiano i recapiti e si promettono di rivedersi. Pare una cosa detta tanto per dire e invece Bjørn e Louise ricevono davvero un invito da parte di Patrick e Karin di passare qualche giorno insieme nella loro casa. Pur sapendo che li conoscono poco e che il viaggio è anche lungo, una coppia è olandese e l’altra danese, Bjørn e Louise decidono lo stesso di accettare l’invito e partono con la loro figlioletta. Chiusi tutti e sei in casa la situazione inizia a diventare sempre più strana: Abel, il figlio di Karin e Patrick, è taciturno, scontento e inoltre non parla, perché gli manca la lingua. Per una patologia, affermano i genitori. Gli stessi Karin e Patrick mostrano atteggiamenti contrastanti con i loro ospiti: prima cordiali, poi aggressivi, talvolta anche sessualmente ambigui. C’è qualcosa che non va, è evidente. Forse è il momento per Bjørn e Louise e la loro figlia Agnes di scappare molto, molto lontano. Altro non si può dire perché sarebbe tutto un cattivissimo spoiler. Sebbene il film ruoti intorno ai sei personaggi chiusi in casa è  il paesaggio fuori che di nuovo ha un ruolo fondamentale, diventa parte integrante del racconto: la luce, il clima mutano col mutare del film. Quasi anticipano ciò che verrà, creando costante tensione. L’evoluzione agghiacciante di questa storia la si vede tutta in quella Toscana soleggiata e verdeggiante all’inizio che piano piano si trasforma in una Olanda senza tulipani e mulini a vento ma piuttosto gelida, innevata, buia. Su Amazon Prime Video.

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