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Addio a tutti gli aiuti: nuove tasse nella Manovra 2024

Tra le garanzie tese a favorire natalità e sicurezza ci sono molte lacune e nulla di fatto sui salari

Impossibile non distinguere ciò che viene platealmente elargito da quanto viene obtorto collo sottratto: la bozza di legge a firma FdI, nella persona del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, promette di dare garanzie in favore alla natalità per poi rimuovere i bonus sui beni di prima necessità destinati proprio a quei tanto agognati neonati; decostruisce i piccoli diritti conquistati a fatica negli ultimi anni, quali la prima casa, per poi reindirizzare le spese su tutti i contribuenti.

Manovra: il peso sulle tasche dei contribuenti
  • Beni destinati all’igiene femminile e alla prima infanzia vedranno un rincaro dell’addizionale dal precedente 5% fino al 10%;
  • tutte le ristrutturazioni effettuate, anche con “Superbonus”, andranno ricalcolate e quindi andranno a pesare s u tutte le tassazioni immobiliari, IMU compreso;
  • Aumenta l’aliquota di chi possiede immobili all’estero dal 21% al 26%;
  • Aumentano i rincari sui tabacchi di 10 o 12 centesimi.

A proposito del “Pacchetto natalità”, una delle bandiere dell’esecutivo, si fa dunque un passo indietro.

Così ha parlato il Presidente Meloni a riguardo:

“Non confermiamo il taglio dell’IVA sui prodotti per la prima infanzia, perché purtroppo in precedenti casi è stato assorbito da aumenti di prezzo, quindi non penso ne valga la pena.”

Questo avviene subito dopo la decisione del CNEL di non approvare alcuna decisione riguardo al salario minimo, presente in buona parte dell’Europa, sottolineando come questa misura sarebbe non necessaria, se non nociva, in un paese come l’Italia.

Lo stesso CNEL che ha poco dopo pubblicato un bando in cerca di personale qualificato a fini di ricerche statistiche a titolo gratuito.

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