Il consigliere conferma le critiche sul rapporto tra informazione locale e risorse pubbliche e annuncia di aver chiesto al Comune i dati dal 2023 a oggi: «Li pubblicherò»
Nel post Perini conferma il proprio pensiero e torna sul tema delle risorse pubbliche destinate agli organi di informazione locale.
«Non considero salutare un’informazione locale “annaffiata” con centinaia e centinaia di migliaia di euro pubblici da un’amministrazione guidata dal PD», scrive il consigliere.
La cifra evocata da Perini rappresenta, al momento, una sua affermazione: nel post non vengono ancora riportati documenti o importi dettagliati a sostegno del totale.
Perini: «La credibilità si difende con la trasparenza»
La risposta arriva dopo l’intervento del presidente dell’Ordine toscano Giampaolo Marchini, che aveva definito «inaccettabili e lesive» le precedenti dichiarazioni del consigliere.
L’Ordine aveva contestato in particolare le parole pronunciate da Perini sugli organi di stampa «annaffiati dai soldi pubblici» e aveva annunciato una segnalazione al presidente del Consiglio comunale e al capogruppo di Fratelli d’Italia.
Perini, però, ribalta la contestazione e sostiene che il tema da affrontare sia quello dell’indipendenza dell’informazione quando esistono rapporti economici con le amministrazioni pubbliche.
«Mi stupisce che l’Ordine contesti chi solleva il problema, anziché interrogarsi sugli effetti di questi rapporti economici sull’indipendenza dell’informazione», afferma, aggiungendo che «la credibilità dei giornalisti si difende con la trasparenza».
Accesso agli atti: Perini annuncia la pubblicazione dei dati
Il consigliere sostiene inoltre di aver già presentato un accesso agli atti al Comune di Livorno per conoscere l’ammontare delle somme destinate agli organi di stampa dal 2023 a oggi.
Nel post le definisce «elargizioni» e annuncia che, una volta ottenuta la documentazione, renderà pubblici i dati.
«Saranno i cittadini a farsi liberamente un’idea dello stato di salute dell’informazione locale», conclude Perini.
La vicenda prosegue quindi dopo il duro intervento dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, che aveva contestato non la possibilità di discutere dell’utilizzo delle risorse pubbliche, ma il tenore delle affermazioni rivolte al mondo dell’informazione. Nel comunicato ufficiale Marchini aveva parlato di parole lesive della dignità professionale dei giornalisti.
Resta adesso da vedere quali dati emergeranno dall’accesso agli atti annunciato da Perini e a quali voci di spesa e soggetti si riferiranno concretamente le somme indicate dal consigliere.