ITALIA Giuseppe Conte

Conte ha la maggioranza assoluta alla Camera, domani si vota al Senato.

Presidente Giuseppe Conte
Presidente Giuseppe Conte
Con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti

“Dalle scelte che ciascuno in questa ora grave deciderà di compiere dipende il futuro del Paese”, ha ribadito il premier Giuseppe Conte in sede di replica alla Camera.

“Siamo chiamati a costruirlo insieme – ha proseguito – è un appello trasparente, alla luce del sole, chiaro che propongo nella sede più istituzionale e rappresentativa del Parlamento” dichiara il premier.

La fine di una giornata interminabile a Montecitorio, quella della fiducia, quella che mette un primo tassello sulla crisi di governo che adesso sembra meno sicura. Un primo tassello è stato messo, domani si replicherà al Senato, ed è là il rischio più grande, l’ostacolo che se superato sancirà il proseguo dell’esperienza governativa di Conte. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha riferito alla Camera sulla crisi in corso, cominciata lo scorso 13 gennaio e scaturita da Matteo Renzi, leader di Italia Viva. L’ex premier, infatti, ha ritirato dal governo la ministra delle pari opportunità Elena Bonetti e Teresa Bellanova delle politiche agricole, con loro il sottosegretario Ivan Scalfarotto.

Il leader di Rignano ha annunciato che non avrebbe più sostenuto il Conte bis.

Si è aperta così la possibilità di una crisi, a cui le forze politiche rimaste al governo, M5s e PD, hanno deciso di rispondere alla ricerca di una maggioranza in parlamento, necessaria per non far cadere il governo Conte. Il primo passaggio alla Camera dei deputati ha fatto tirare il fiato all’esecutivo, superata la maggioranza assoluta e con un buon margine l’aula di Montecitorio dà il suo sì al presidente del Consiglio che definisce la crisi “irresponsabile”.

“È un appello molto chiaro, molto nitido, c’è un progetto politico ben preciso che mira a rendere il nostro paese più moderno, a completare tante riforme e tanti interventi già messi in cantiere” così Giuseppe Conte alla Camera. Alla maggioranza che vuol far parte di questo progetto il premier offre un rimpasto di governo, poi annuncia l’accelerazione della riforma del fisco e una legge elettorale proporzionale.

Per quanto concerne i prossimi investimenti Conte sottolinea che il 50% del Recovery è destinato a progetti per il Sud. L’ex premier Gentiloni dichiara: “Collaboreremo con maggioranza decisa dal Parlamento”

La camera approva la fiducia, dunque, lo fa con un margine molto ampio, di certo inatteso: 321 si contro 259 no e 27 astenuti.

Ettore Rosato, presidente di Italia Viva, dichiara: “La nostra è stata una rottura responsabile. Non abbiamo aperto la crisi per ottenere e costruire consenso, ma per avere risposte. Noi di Iv garantiamo l’astensione sul voto di fiducia. Non è oggi che è nata la crisi – ha proseguito – non sono le dichiarazioni di Renzi o le dimissioni delle ministre a determinare la crisi. Non c’è stato in questi mesi, nonostante i nostri tanti sforzi, un dialogo e una volontà di costruire una agenda condivisa e lei presidente non può esimersi da questa responsabilità”. Sulla stessa linea Maria Elena Boschi, che attacca l’esecutivo Conte.

La deputata di Forza Italia Renata Polverini ha votato sì alla fiducia, contrariamente a quanto fatto da tutti gli altri esponenti del centrodestra, e ha annunciato il suo abbandono al gruppo di FI. Stupito Tajani: “Polverini non ci aveva detto nulla”.

Giustificando la sua fuoriuscita, poi, dichiara: “Ho votato pertanto la fiducia al governo di Giuseppe Conte nella certezza di rispettare, in questo modo, l’impegno politico e morale di servire l’interesse del Paese e non quello di una parte politica, pur se non mancano certo aspetti critici nell’azione di governo” spiega Polverini.

Anche Lorenzo Fioramonti, ex M5s ed ex ministro, ora al gruppo misto, ha votato sì alla fiducia sul governo, con lui altro quattro ex M5S votano fiducia a Conte.

Ma non mancano gli attacchi, anche all’interno degli stessi schieramenti, poco dopo le 19 Molinari della Lega attacca il deputato e sindaco di Benevento Clemente Mastella: “Gli italiani sono di fronte a uno spettacolo disarmante, immondo e indegno: una sorta di calcio mercato dei parlamentari con improbabili talent scout come Mastella”, ha detto il capogruppo della Lega

Tuona Mariastella Gelmini: “Se Conte non ha i numeri, si dimetta”.

Ma le parole più dure arrivano dal Fratelli D’Italia e dal suo leader Giorgia Meloni:
“Avvocato Conte, stamattina io mi sono vergognata per lei, non solo per quell’ ‘Aiutateci’ che tradiva la sua disperazione, ma per il mercimonio che ha inscenato in quest’Aula nel tentativo di darne dignità”. Così la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni nelle dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo di Giuseppe Conte. Meloni in Aula si è rivolto al premier chiamandolo sempre “Avvocato” e mai “Presidente”.

Lupi (Nci): “No fiducia a Conte, serve un nuovo esecutivo”, sulla stessa linea la segreteria Udc. Contraria alla fiducia anche Azione – Più Europa, rappresentati dal deputato Riccardo Magi: “La maggioranza o c’è o non c’è inutile girarci intorno. Proseguire così avrebbe la conseguenza di mettere ancora a rischio la centralità del Parlamento perché si avrebbe paura di cadere. Aprite una crisi formale”.

Domani Conte alle 9.30 in Senato, seguiranno circa 5 ore di dibattito, con circa due ore di dichiarazioni di voto nel tardo pomeriggio. L’esito del voto dovrebbe arrivare intorno alle 20.30.

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