La vittima sarebbe stata aggredita all’uscita dal negozio dopo aver rifiutato di vendere alcolici a un uomo già alterato. Il 30enne è stato rintracciato dalla Squadra Mobile e portato in carcere
L’arresto è avvenuto venerdì 18 settembre, al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile.
La vittima trovata a terra in gravi condizioni
L’aggressione risale alla notte tra domenica 13 e lunedì 14 settembre.
La vittima era stata trovata dagli agenti delle Volanti e dal personale del 118 riversa a terra, sanguinante e in condizioni molto gravi, con ferite alla testa e alla gamba destra.
Secondo la ricostruzione investigativa, all’origine dell’aggressione ci sarebbe stato il rifiuto del 42enne di vendere una bottiglia di birra al 30enne, che sarebbe stato già sotto l’effetto dell’alcol.
Le immagini dei cittadini e della videosorveglianza
Decisive per le indagini sarebbero state anche le testimonianze di alcuni residenti della zona.
Richiamati dal rumore di vetri infranti, alcuni condomini avrebbero ripreso con il telefono i momenti immediatamente successivi all’aggressione, filmando un uomo mentre si allontanava dal corpo della vittima.
Gli investigatori hanno poi analizzato le immagini della videosorveglianza cittadina, ricostruendo gli spostamenti del sospettato anche grazie ad alcuni particolari dell’abbigliamento e a un vistoso tatuaggio.
Secondo la Polizia, l’uomo si sarebbe inizialmente allontanato, per poi tornare sul luogo dell’aggressione e minacciare nuovamente la vittima, prima di fuggire in direzione della stazione.
L’aggressione dopo la chiusura del negozio
Una volta migliorate le proprie condizioni di salute, il 42enne è stato ascoltato dagli investigatori e avrebbe confermato la ricostruzione.
Secondo quanto riferito dalla Questura, il presunto aggressore avrebbe atteso la chiusura del negozio e poi colpito violentemente l’uomo alla testa.
Dopo averlo fatto cadere a terra, lo avrebbe colpito nuovamente alla tempia con un oggetto appuntito e successivamente accoltellato alla gamba destra, provocandogli la frattura di tibia e perone.
Per il Gip, sulla base degli elementi raccolti durante le indagini, le condotte contestate sarebbero state idonee a provocare la morte della vittima, evitata grazie al tempestivo intervento dei soccorritori e alle cure sanitarie.
Coltello trovato durante l’arresto
Al momento dell’arresto, gli investigatori avrebbero trovato nell’abitazione del 30enne gli abiti che avrebbe indossato durante l’aggressione e un coltello che, secondo la Polizia, sarebbe compatibile con quello utilizzato nel ferimento.
Il 30enne è stato quindi condotto in carcere in esecuzione della misura cautelare.
Il procedimento penale è ancora in corso e le accuse dovranno essere verificate nel corso del processo. L’indagato deve essere considerato innocente fino a una sentenza definitiva.