La stima della FLC CGIL: circa 250 rinunce su posto comune e una sessantina sul sostegno. Tra le cause anche spostamenti, carburante e il meccanismo dei concorsi. A Livorno autorizzate 150 assunzioni, mentre sul sostegno restano 895 posti in deroga coperti da precari

A lanciare l’allarme è la FLC CGIL Toscana, che stima circa 250 rinunce sui posti comuni e una sessantina sul sostegno. Si tratta dunque di oltre 300 docenti che, pur avendo la possibilità di accedere a un contratto a tempo indeterminato, hanno scelto di non accettare la sede proposta.
Un fenomeno apparentemente paradossale: per generazioni il cosiddetto “posto fisso” nella scuola ha rappresentato un traguardo inseguito per anni. Oggi, invece, per una parte dei lavoratori l’equazione economica può non tornare più.
Affitti, carburante e trasferimenti: quanto pesa il costo della vita
Secondo il segretario regionale della FLC CGIL Toscana Pasquale Cuomo, tra i fattori che stanno incidendo sulle scelte dei docenti ci sono il caro-affitti, il costo del carburante, i trasporti e, più in generale, l’aumento del costo della vita.
Il problema riguarda soprattutto chi riceve una sede distante dalla propria residenza ed è costretto a scegliere tra un trasferimento, con conseguente affitto, oppure lunghi spostamenti quotidiani.
La stessa FLC CGIL sottolinea come in alcune situazioni possa risultare economicamente più sostenibile continuare a lavorare da precari vicino a casa piuttosto che accettare un ruolo molto distante e sostenere le spese necessarie per il trasferimento.
Ma è importante precisare un elemento: non significa che tutti gli oltre 300 docenti abbiano rinunciato esclusivamente a causa degli affitti.
Lo stesso Cuomo parla di motivazioni differenti sulle quali il caro-vita sta comunque esercitando un peso. Anche la CISL Scuola Toscana indica affitti e carburante come possibili cause delle rinunce, sottolineando però come non siano gli unici problemi del sistema scolastico regionale.
Anche i concorsi possono produrre rinunce
Dietro una parte delle rinunce esiste infatti anche un problema legato al sistema di reclutamento.
La FLC CGIL Pisa segnala il caso di docenti risultati vincitori o idonei in più procedure concorsuali svolte negli ultimi anni. Quando arriva il momento di scegliere la sede, il lavoratore può quindi rinunciare a una proposta per accettarne un’altra più vicina alla propria abitazione.
Una sorta di effetto domino che libera nuovamente posti che devono essere riassegnati, con il rischio che alcune cattedre finiscano ancora una volta coperte attraverso supplenze.
Il dato delle oltre 300 rinunce va quindi letto come il risultato di più fattori: costo della vita, difficoltà abitative e logistiche, distanza dalla sede e funzionamento delle diverse procedure di reclutamento.
A Livorno 150 assunzioni, ma sul sostegno restano 895 posti in deroga
La situazione assume un peso particolare anche guardando alla provincia di Livorno.
Secondo i dati diffusi dalla FLC CGIL Livorno, per l’anno scolastico 2026/2027 sono state autorizzate 150 assunzioni a tempo indeterminato.
Il sindacato considera il numero insufficiente rispetto alle necessità delle scuole del territorio.
La criticità maggiore continua a riguardare il sostegno: nella provincia risultano 895 posti in deroga coperti da personale precario.
Nel dettaglio sono:
270 nella scuola primaria
225 nella scuola secondaria di primo grado
300 nelle scuole superiori
Numeri che mostrano quanto una parte consistente del sistema continui a dipendere dai contratti a termine, con conseguenze particolarmente delicate quando si parla di continuità didattica per gli studenti con disabilità.
Non è possibile, sulla base dei dati attualmente disponibili, stabilire quanti degli oltre 300 docenti che hanno rinunciato al ruolo in Toscana fossero destinati proprio alle scuole della provincia di Livorno.
In Toscana oltre 10mila posti in deroga sul sostegno
Il problema è ancora più evidente allargando lo sguardo alla Regione.
La FLC CGIL Toscana indica oltre 10mila posti di sostegno assegnati in deroga con contratti a termine e descrive un sistema nel quale il ricorso al personale precario continua ad avere un peso elevatissimo.
Il rischio è quello di un meccanismo che si alimenta da solo: posti disponibili, difficoltà nel coprirli stabilmente, rinunce alle sedi e nuovo ricorso alle supplenze.
Un problema che non riguarda soltanto gli insegnanti.
La precarietà e le difficoltà di reclutamento coinvolgono infatti anche il personale ATA, mentre per le scuole si avvicina rapidamente la prima campanella.
Il 9 settembre arriveranno i numeri definitivi
Quello delle oltre 300 rinunce è per il momento un dato elaborato dalla FLC CGIL, non ancora il conteggio definitivo ufficiale delle procedure regionali.
Cuomo ha annunciato che il 9 settembre il sindacato presenterà i dati completi, calcolati puntualmente, sull’avvio dell’anno scolastico in Toscana.
Sarà quello il momento per capire con maggiore precisione quante rinunce ci siano state realmente e quanto il fenomeno abbia inciso provincia per provincia.
Una cosa, però, emerge già oggi: per una parte degli insegnanti ottenere il posto a tempo indeterminato non significa più automaticamente poterlo accettare.
Quando alla distanza dalla propria città si aggiungono affitto, carburante, trasporti e spese quotidiane, anche il traguardo del ruolo può trasformarsi in una scelta economicamente difficile.

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