Dopo gli episodi e l’omaggio del Comune, l’appello a colleghi e bagnanti

Un antico detto si tramanda nelle città costiere: “Il mare non vuole eroi”.
È una frase secca, anche negativa perché sembra che tolga speranza e possibilità di sopravvivere alle intemperie.
In realtà, andando a cercare il senso delle parole, è un invito ancestrale, originato in ambienti marinari, al rapporto equilibrato tra uomo e potenza della natura, come forza impetuosa che non è governabile: rispetto del mare e coscienza di non poterlo contenere, sono alla base di una premessa perfetta per Livorno e la storia di un bagnino che giorni addietro ha eseguito tre salvataggi.
Mirko Castelli, questo il nome dell’uomo di cinquantadue anni che nella mattina del 3 settembre ha ricevuto dall’amministrazione comunale una pergamena di riconoscimento.
Chi lo conosce in città, sa che non è avvezzo a complimenti e celebrazioni, perché Castelli ha semplicemente sottolineato come desideri fare solamente il suo lavoro in maniera professionale:
«Diverse persone mi hanno chiesto se ho mai avuto paura, ma negli anni si mette in conto anche il pericolo che questa professione presenta»
Tre sono stati gli interventi, 20 luglio, 4 e 14 di agosto, al Bagno Arlecchino di Marina di Pisa.
In ordine, nel primo è stato soccorso un trentenne colto da un malore, successivamente nelle ore antecedenti al ferragosto un’altra persona di cinquant’anni, per via del mare mosso aveva il sup incastrato tra gli scogli, mentre nel terzo episodio si è trattato di un sessantenne, Castelli ha ricevuto anche il supporto del collega Federico, proveniente dai Bagni Marta.
Mirko è stato repentino e tempestivo nei pochi minuti aventi a disposizione. In questo agosto per l’appunto ha tenuto a fare un appello alla categoria dei bagnini, per appartenenza e orgoglio di una professione pratica e necessaria alla salvaguardia della vita dei bagnanti, aggiungendo anche una dedica dell’onorificenza cittadina a Fabrizio Valente.
Egli è stato il bagnino di sessantadue anni venuto a mancare in servizio mentre cercava di salvare due vite, ad Andora in Liguria, questa estate.
Di seguito le parole del Lifeguard labronico rivolte ai colleghi e gli amanti della costa:
«Ai bagnanti dico che il mare può cambiare in pochi minuti, non facciamo i superuomini e quando ci allontaniamo dalla riva prestiamo sempre attenzione, in molti escono fino alle zone dove la balneazione è vietata, anche oltre al di là del limite delle boe, dove è previsto lo spazio per il passaggio delle imbarcazioni medie o grandi come le navi.
Ai bagnini più giovani invece vorrei dire che col mare è un attimo … il gettare l’occhio, anche e soprattutto dalla vedetta che permette di vedere da lontano, può scongiurare l’esito di un incidente: è comunque un lavoro di responsabilità e nessuno ci dice di farlo, viene dal cuore e dalla guida del proprio istinto»
Il mare non vuole eroi, forse è vero, nel senso che serve accortezza, prudenza e capacità anche di godere in maniera intelligente delle bellezze ambientali in cui siamo immersi … se non altro per continuare a godere di queste.
Il mare non vuole eroi ma pretende audacia e prontezza, e forse solo chi ha ricevuto aiuto lo sa, l’eroismo di fondo sta anche nella semplicità di riconoscere i limiti e i pericoli, arginandoli e tutelando con etica e passione per il rispetto di quella che tutti chiamiamo vita.
Grazie Mirko Castelli, la città ti ringrazia e il litorale toscano è orgoglioso di tutte le persone come te che ogni giorno, da ogni parte d’Italia salvano qualcuno accrescendo una coscienza collettiva.
La pergamena rilasciata dal Comune di Livorno


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