È morto Fabio Mussi, ex ministro e storico dirigente della sinistra

Aveva 78 anni. Parlamentare per cinque legislature, vicepresidente della Camera e ministro dell’Università e della Ricerca nel secondo governo Prodi. Fratoianni: «Un intellettuale raffinato, una persona coltissima»

Fabio Mussi, ex ministro e dirigente della sinistra, deceduto a 78 anni
Fabio Mussi, ex ministro e storico dirigente della sinistra italiana. Fonte: Wikipedia

Mussi si è spento nella notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 settembre all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Ad annunciare la morte è stata Alleanza Verdi e Sinistra.

La notizia assume un significato particolare anche per la provincia di Livorno: Mussi era infatti nato a Piombino, da una famiglia operaia, e da qui era iniziato il percorso di uno dei protagonisti della sinistra italiana tra la fine del Novecento e i primi anni Duemila.

Dal Pci al Parlamento

Mussi si iscrisse al Partito Comunista Italiano nel 1965, quando era ancora giovanissimo, arrivando successivamente a far parte del Comitato centrale del partito.

Dopo la trasformazione del Pci, proseguì la propria attività politica prima nel Pds e poi nei Democratici di Sinistra.

Fu eletto per la prima volta alla Camera nel 1992 e rimase parlamentare fino al 2008, attraversando complessivamente cinque legislature. Nel 1996 divenne capogruppo dei deputati del Pds-Ulivo e nel 2001 fu eletto vicepresidente della Camera dei deputati.

Parallelamente alla politica ebbe anche un’importante esperienza nel giornalismo politico e culturale, ricoprendo gli incarichi di vicedirettore di Rinascita e condirettore de L’Unità.

Ministro nel governo Prodi

Uno dei momenti più importanti della sua carriera istituzionale arrivò nel 2006, quando Romano Prodi lo nominò ministro dell’Università e della Ricerca nel suo secondo governo.

Rimase alla guida del ministero fino al 2008.

Fu anche protagonista di uno dei passaggi politici più delicati di quegli anni.

Quando nel 2007 i Democratici di Sinistra decisero di confluire insieme alla Margherita nel nuovo Partito Democratico, Mussi scelse di non aderire.

La sua posizione divenne nota anche per le parole con le quali annunciò la scelta: «Io mi fermo qui».

Partecipò quindi alla nascita di Sinistra Democratica e successivamente al percorso che portò prima a Sinistra Ecologia Libertà e poi a Sinistra Italiana, formazione della quale era ancora dirigente.

Il ricordo di Nicola Fratoianni

Tra i primi a ricordarlo è stato il leader di Sinistra Italiana e AVS Nicola Fratoianni, che ha raccontato il rapporto personale e politico costruito con Mussi negli anni.

Fratoianni lo ha definito «un intellettuale raffinato, una persona coltissima», ricordandone anche l’ironia, la capacità dialettica e la passione per la politica.

Nel suo ricordo, Fratoianni ha ripercorso anche le origini piombinesi di Mussi e gli anni dell’Università di Pisa, dove era già conosciuto per la capacità di animare le assemblee studentesche.

Dopo l’uscita dai Democratici di Sinistra, Mussi continuò a rappresentare per molti anni una delle figure di riferimento dell’area più a sinistra del centrosinistra italiano.

Il legame con Piombino

La sua carriera politica si è svolta prevalentemente a Roma e sulla scena nazionale, ma Piombino rimase la città delle sue origini.

Nato nel 1948 in una famiglia operaia, Mussi apparteneva a una generazione profondamente legata alla storia politica e industriale della città, cresciuta in uno dei territori nei quali il movimento operaio e il Pci avevano avuto un radicamento particolarmente forte.

La sua morte chiude così anche un capitolo della storia politica che da Piombino era arrivato fino ai vertici delle istituzioni nazionali.

Fabio Mussi lascia la moglie Luana e le figlie Valentina e Gaia. La famiglia comunicherà nelle prossime ore le modalità per l’ultimo saluto.

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