Spaccate seriali, furto in Tribunale e fuga con l’auto dei Vigili: blitz congiunto a Livorno, arrestato 23enne dopo 35 colpi

Operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri. Contestati al giovane livornese ben 35 episodi delittuosi messi a segno tra il 2020 e il 2026 a danno di negozi, farmacie, luoghi di culto ed edifici pubblici. In una sola notte arrivò a compiere sei raid.

LIVORNO, 21 Luglio 2026 – Si è chiusa nella serata di ieri, lunedì 20 luglio 2026, la parabola criminale del responsabile di una lunghissima scia di furti con spaccata, effrazioni e raid notturni che per mesi avevano creato un pesante clima di allarme sociale in tutta la città.

Un dispositivo congiunto della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Livorno, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 23enne livornese, ritenuto il presunto autore seriale di decine di reati contro il patrimonio.

Un raid continuo: 35 colpi tra negozi, chiese e la fuga con l’auto della Polizia Locale

Le complesse indagini, condotte in stretta sinergia tra Polizia e Carabinieri, hanno permesso di ricostruire e contestare al giovane un impressionante elenco di 35 distinti episodi delittuosi, commessi a Livorno nell’arco temporale compreso tra il 16 ottobre 2020 e il 22 giugno 2026:

  • 28 furti (consumati e tentati): Presi di mira in modo indistinto esercizi commerciali, farmacie, ristoranti, palestre, uffici privati, sedi di associazioni benefiche, luoghi di culto e persino stabili istituzionali, tra cui il Palazzo di Giustizia e vari uffici statali. La sola refurtiva in contanti ammonta a 7.450 euro, a cui si aggiungono telefoni cellulari, posate placcate in oro, robot aspirapolvere, e-cig, pacchi di “Gratta e Vinci” e generi alimentari.
  • 5 reati di ricettazione: Riguardanti autovetture, motocicli e carte di credito rubate.
  • 1 reato di indebito utilizzo di carte di credito: Con ben 13 transazioni illecite effettuate in vari punti vendita.
  • 1 clamorosa fuga da inseguimento: La contestazione della violazione dell’art. 192 c. 7-bis del Codice della Strada per essere fuggito a folle velocità e in contromano a bordo di un’autovettura di servizio della Polizia Locale di Livorno, risultata anch’essa rubata.

Il modus operandi: sfondamenti a calci, picconi e petardi per le casse

Gli investigatori, attraverso la minuziosa analisi dei filmati degli impianti di videosorveglianza, i rilievi dattiloscopici sulle scene del crimine e la raccolta di numerose testimonianze, hanno fatto luce su un modus operandi particolarmente violento e spregiudicato.

Il 23enne agiva quasi esclusivamente al riparo dell’oscurità notturna. Per guadagnare l’ingresso all’interno dei locali sfondava le vetrate a calci o forzava serrande metalliche, inferriate, porte antipanico, casseforti e gli offertori delle chiese. Per aprirsi il varco impiegava un vero e proprio “kit da scasso”: piedi di porco, cesoie, palanchini, cacciaviti, arrivando in alcuni casi a utilizzare un piccone rubato da un cantiere o a far detonare petardi esplosivi per sventrare i distributori automatici.

L’escalation: La scia di colpi ha subito una drammatica accelerazione negli ultimi mesi, toccando il culmine nella sola notte del 12 maggio 2026, quando il giovane è riuscito a mettere a segno ben 6 reati distinti nell’arco di poche ore.

I numeri della maxi-inchiesta in sintesi

Dettaglio dell’InchiestaDati e Riscontri Investigativi
Soggetti Arrestati1 persona (23enne nato e residente a Livorno)
Forze OperantiPolizia di Stato e Arma dei Carabinieri (Operazione congiunta)
Arco Temporale dei ReatiDal 16 ottobre 2020 al 22 giugno 2026
Totale Episodi Contestati35 reati (28 furti, 5 ricettazioni, 1 uso illecito carte, 1 fuga con auto di servizio)
Valore Refurtiva In Contanti€ 7.450,00 (oltre a beni tecnologici, oro e veicoli)
Misura Cautelare AdottataCustodia cautelare in carcere presso la struttura di Sughere

Interrotta l’escalation: il trasferimento alle Sughere

Alla luce dell’imponente quadro indiziario raccolto da Carabinieri e Polizia, il G.I.P. del Tribunale di Livorno ha ritenuto la custodia cautelare in carcere l’unica misura idonea a stroncare la condotta criminale del giovane e neutralizzare il pericolo di reiterazione.

Nel rispetto dei diritti dell’indagato e delle normative vigenti, la Procura della Repubblica ricorda che il 23enne è da ritenersi presunto innocente in virtù dell’attuale fase del procedimento (indagini preliminari), sino all’eventuale accertamento definitivo di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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