PREVENZIONE DELLA SALUTE cervice uterina

Prevenzione oncologica, la Toscana fa scuola: adesione agli screening gratuiti ben oltre la media nazionale

L’analisi della Fondazione Gimbe promuove a pieni voti il modello toscano per mammografia, cervice uterina e colon-retto. Ma a livello nazionale è allarme rosso: il 54% degli italiani resta fuori dai programmi e il traguardo UE slitta al 2029.

FIRENZE, 15 Luglio 2026 – La Toscana si conferma una delle regioni più virtuose d’Italia sul fronte della prevenzione medica e della diagnosi precoce. A certificarlo sono i dati ufficiali pubblicati nel nuovo report della Fondazione Gimbe(Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze), incentrato sull’andamento dei programmi di screening oncologico gratuito sul territorio nazionale.

In tutte e tre le principali campagne di prevenzione monitorate — mammografia, screening cervicale e screening del colon-retto — la sanità toscana registra tassi di adesione e di estensione degli inviti nettamente superiori rispetto alla media italiana, posizionandosi stabilmente nella parte alta della classifica nazionale.

Il modello Toscana e i numeri del confronto con la media nazionale

I dati elaborati da Gimbe evidenziano una forbice marcata tra la risposta dei cittadini toscani e quella del resto del Paese, sia in termini di partecipazione attiva (adesione) sia di capacità organizzativa delle ASL nel raggiungere la popolazione target (estensione degli inviti).

Tipo di ScreeningAdesione in ToscanaAdesione Media ItaliaEstensione Inviti (Toscana)Estensione Media ItaliaPosizionamento Toscana
Mammografia64,9%50,0%102,6%97,3%5° posto in Italia
Cervice Uterina63,3%51,0%120,8%117,2%7° posto in Italia
Colon-Retto42,3%33,3%98,8%94,0%7° posto in Italia

Il dettaglio tecnico: Come evidenziato dalla Fondazione Gimbe, le percentuali di estensione degli inviti superiori al 100% (come nel caso del 120,8% registrato per lo screening cervicale) non sono un errore di calcolo. Indicano che la Regione Toscana ha attuato con successo massicce campagne di recupero degli inviti non spediti o saltati nel corso degli anni precedenti, ottimizzando la copertura sul territorio.

Le criticità evidenziate: un’Italia della prevenzione che viaggia a due velocità

Se la Toscana sorride, il quadro complessivo dipinto da Gimbe a livello nazionale resta fortemente critico. Nel nostro Paese la prevenzione oncologica viaggia ancora a velocità troppo diverse, penalizzando ampie fette di popolazione, fetta che spesso copre ben oltre la metà degli italiani: nel corso dell’anno di rilevazione del report, ben il 54% della popolazione target — pari a oltre 7,6 milioni di persone — è rimasto escluso dai programmi di screening gratuiti a causa di ritardi organizzativi o mancata adesione. Sfortunatamente non è il solo appunto sollevato da Gimbe: slittano gli obiettivi europei, infatti, con l’Italia ancora drammaticamente lontana dal target raccomandato dall’Unione Europea, che prevedeva il raggiungimento del 90% di copertura della popolazione target entro il 2025. Anche per questo è stata necessaria una nuova roadmap, un cambio di rotta; preso atto del ritardo, il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione 2026-2031 ha dovuto ridisegnare la tabella di marcia, posticipando la scadenza per raggiungere il traguardo europeo al 2029. Una dilazione temporale che rende ancora più urgenti investimenti strutturali sul modello di quanto già fatto dalle regioni leader come la Toscana.

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