Oltre 2,9 milioni di italiani colpiti da frodi digitali nell’ultimo anno, con danni per 880 milioni di Euro. Finti avvisi di Poste, INPS e banche viaggiano su SMS perfetti grazie all’intelligenza artificiale e allo “spoofing”. I consigli per non cadere in trappola.

Quel SMS dalla “banca” o da “Poste” potrebbe costarvi caro: ecco come riconoscerlo e difendersi
LIVORNO, 14 Luglio 2026 – Il telefono vibra. Arriva un messaggio: “PosteInfo: Gentile Cliente, il trasferimento di 980,00 euro è in fase di approvazione. Se non sei stato tu chiama il servizio clienti ALERT: 392…”. Sembra serio, vero? Il mittente è scritto proprio “PosteInfo”, il tono è allarmato, c’è un numero da chiamare. E invece è una trappola.
Benvenuti nel mondo dello smishing: ovvero il phishing che arriva via SMS. Innanzi tutto però chiariamo di che cosa si parla:
Il Phishing è una truffa via email. Un falso messaggio (banca, Poste, Amazon, etc) ti invita a cliccare su un link che porta a un sito web clone, dove rubano le tue credenziali. È l’equivalente digitale di un pescatore che getta l’amo in mare sperando che tu abbocchi. Mentre lo smishing è lo stesso identico inganno, ma via SMS (o messaggistica). Il testo è breve, urgente (“pacco bloccato”, “bonifico anomalo”) e contiene un link o un numero a cui richiamare. La pressione psicologica è maggiore perché arriva direttamente sul cellulare, dove siamo meno diffidenti.
E i numeri sono da brivido. Secondo le stime della Polizia Postale, nell’ultimo anno oltre 2,9 milioni di italiani hanno subito una frode digitale, con danni economici complessivi superiori agli 880 milioni di euro. Solo nel 2025 le forze dell’ordine hanno gestito oltre 27.000 casi di cybercrime economico-finanziario. E il fenomeno è in continua crescita: tra il 2022 e il 2024 i danni sono aumentati del 58%.
Ma attenzione: non sono più i vecchi messaggi pieni di errori grammaticali. Oggi i truffatori usano l’intelligenza artificiale per creare testi perfetti, che imitano alla lettera le comunicazioni ufficiali di banche, Poste Italiane, INPS, Agenzia delle Entrate. E grazie a una tecnica chiamata spoofing, riescono persino a far apparire sul vostro display il numero vero della banca o dell’ente. Un messaggio che sembra provenire dalla propria banca, con il nome corretto e magari un riferimento a un’operazione reale, è diventato lo strumento standard di una criminalità organizzata che opera su scala industriale.
Come riconoscere un falso SMS in pochi secondi
Ecco gli indizi che devono farvi scattare immediatamente il campanello d’allarme:
Il mittente è sospetto. I veri messaggi di Poste Italiane, INPS e delle banche arrivano da mittenti identificati e verificati, non da numeri di cellulare che iniziano con 379 o 392. Se vedete un numero di telefono mobile, diffidate. E se il mittente è scritto con lettere strane tipo “PosteIta1ian” o “PosteInfo”, sappiate che “PosteInfo” non è un canale ufficiale di Poste Italiane, ma un nome falso usato dai truffatori.
C’è un senso di urgenza. I truffatori fanno leva sulla paura: “conto bloccato”, “accesso sospetto”, “pagamento non autorizzato”, “verifica entro 24 ore”. Il messaggio vi spinge ad agire subito, senza pensarci. È la tecnica più vecchia del mondo, e funziona ancora perfettamente.
C’è un link o un numero da chiamare. Questo è il segnale più chiaro. Poste Italiane, l’INPS e le banche non chiedono mai dati personali, password, PIN o codici via SMS o telefono. Non inviano link cliccabili negli SMS. E l’INPS, in particolare, invia solo SMS senza link. Se il messaggio contiene un link o un numero da contattare, è quasi certamente una truffa.
Il testo ha piccole stonature. A volte ci sono errori come “ALLERT” invece di “ALERT”. Altre volte la cifra è sempre la stessa (980 euro è diventato un “marchio di fabbrica” di queste frodi). Sono dettagli che, se notati, vi salvano.
Cosa fare se ricevete un messaggio sospetto
La regola d’oro è una sola: ignoratelo completamente.
-Non cliccate sui link. Mai. Neanche per curiosità.
-Non rispondete al messaggio.
-Non chiamate il numero indicato. È quasi certamente un numero truffa che serve per avviare la frode vera e propria.
-Bloccate il mittente e cancellate l’SMS.
-Segnalatelo. Poste Italiane ha un indirizzo email apposito per le segnalazioni: phishing@posteitaliane.it. Anche l’INPS e le banche hanno canali simili. Una segnalazione in più può aiutare a fermare la truffa prima che colpisca qualcun altro.
Se invece avete già interagito con il messaggio – avete cliccato su un link o avete chiamato il numero – agite immediatamente: contattate il vero servizio clienti dell’ente o della banca (tramite i numeri presenti sul sito ufficiale, non quelli dell’SMS) e recatevi di persona presso uno sportello per bloccare eventuali operazioni sospette.
La tecnologia avanza, e con essa anche l’ingegno dei truffatori. Ma un po’ di attenzione e qualche regola semplice possono fare la differenza tra una giornata tranquilla e un incubo. Diffidate sempre di chi vi mette fretta, e ricordate: nessun ente serio vi chiederà mai i vostri dati personali tramite un SMS.