Blitz della Guardia di Finanza su cinque aziende tra le province di Prato e Firenze. Nel mirino della Procura Europea un’evasione da oltre 4 milioni di Euro tra dazi e Iva: finto iter commerciale e documenti distrutti dopo le consegne.

PRATO, 30 Giugno 2026 – Un giro d’affari milionario che viaggiava all’ombra del distretto tessile toscano, alimentato da un colossale sistema di contrabbando sull’asse Cina-Europa. I militari della Guardia di Finanza di Prato, sotto la diretta gestione della Procura Europea (EPPO) con sede a Bologna, hanno assestato un colpo durissimo all’illegalità economica con la maxi operazione denominata “Fraus ab Oriente”. Il bilancio complessivo ha portato al sequestro preventivo di merci per un valore stimato superiore agli 11 milioni di Euro.
📊 I numeri del maxi sequestro nel distretto
L’intervento delle Fiamme Gialle ha colpito simultaneamente i magazzini e le sedi di cinque diverse aziende dislocate tra le province di Prato e Firenze. Di seguito il dettaglio dei beni sottratti al mercato illegale:
| Tipologia di Merce / Frode | Quantità e Valori Accertati |
| Tessuti importati irregolarmente | Oltre 7,8 milioni di metri |
| Capi di abbigliamento già confezionati | Più di 237.000 pezzi |
| Valore commerciale della merce protetta | Superiore a 11.000.000 di euro |
| Evasione fiscale totale (Dazi doganali e IVA) | Oltre 4.000.000 di euro |
🚚 Un anno di pedinamenti e Tir fantasma nelle aree industriali
L’inchiesta è il frutto di oltre un anno di indagini serrate e attività sul campo. I finanzieri hanno monitorato costantemente i flussi di Tir ed autoarticolati provenienti dall’estero e diretti verso gli hub logistici delle aree industriali pratesi.
Il meccanismo della frode ormai consolidato: i dati reali sul carico venivano sistematicamente incrociati con la documentazione fiscale e i moduli di trasporto internazionale. Questi ultimi risultavano palesemente alterati all’origine per nascondere il reale quantitativo di merce e, per evitare qualsiasi controllo successivo, venivano tassativamente distrutti e mandati al macero non appena i bancali venivano scaricati all’interno dei capannoni. Nel corso del blitz sono state eseguite numerose perquisizioni locali per raccogliere ulteriori elementi di prova.
👤 Una donna a capo del sistema e il network di società cartiere
Le indagini delle Fiamme Gialle hanno permesso di individuare la presunta mente del network criminale: si tratta di una donna di nazionalità cinese, regolarmente residente a Prato. La donna risulta adesso iscritta nel registro degli indagati non solo per contrabbando, ma anche per i reati di trasferimento fraudolento di valori e dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti.
Per mascherare l’importazione diretta dalla Cina ed eludere il fisco comunitario, l’organizzazione aveva strutturato un fittizio iter commerciale triangolare, simulando acquisti e transazioni economiche attraverso società estere inesistenti o completamente inattive. Un reticolo di aziende “cartiere” sparse tra Polonia, Germania, Malta e Ungheria, i cui flussi finanziari e documentali sono stati pazientemente ricostruiti dai militari fino all’emissione del decreto di sequestro da parte della magistratura europea.

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