AMBIENTE Attac Livorno

Grande partecipazione al flash mob contro l’inquinamento delle navi da crociera

Il resoconto e le motivazioni della protesta avvenuta domenica scorsa

Livorno, 30 giugno 2026 – “Una nave in porto inquina quanto 12mila automobili” o “Livorno: 47 morti all’anno per i fumi navali” sono solo alcuni dei cartelli esposti nel flash mob avvenuto domenica scorsa in piazza del Municipio. Oltre a questi, dei panni neri stesi, vasetti anneriti con su scritto ‘aria di Livorno’ e un manichino che mostra una sirena morente.

L’iniziativa nata per protestare contro l’aumento del traffico crocieristico nel Porto di Livorno, ma non solo, infatti, oltre al problema dell’inquinamento è stato affrontato quello economico-sociale. Uno spreco di energia e un aumento di fumi navali che non sembra portare un reale beneficio economico, se non nelle tasche di pochi, come spiegato tramite la seguente nota di ATTAC Livorno:

𝐋’𝐀𝐑𝐈𝐀 𝐄’ 𝐔𝐍 𝐁𝐄𝐍𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐄: 𝐋𝐄 𝐂𝐑𝐎𝐂𝐈𝐄𝐑𝐄 𝐂𝐄 𝐋𝐀 𝐑𝐔𝐁𝐀𝐍𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐅𝐀𝐑𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐈𝐓𝐓𝐎 

Grande partecipazione popolare al flash mob organizzato da Livorno Porto Pulito, una delle realtà associative che compongono il nostro comitato. Le crociere uccidono l’ambiente e le persone in nome di un business vorace e distruttivo. Anche quando sono ferme in porto per ore emettono ossidi e particolato, gas climalteranti e liquami che causano il 25% dell’inquinamento marino (pur essendo solo l’1% del naviglio).

Con il loro incredibile livello di consumo (mediamente 10 megawattora) divorano energia in un momento di grande crisi di approvvigionamento per tutte le persone comuni e per le attività sociali ed economiche essenziali. Costituiscono un vero e proprio ‘motore termico’ che peggiora ulteriormente la situazione della temperatura nella città portuali in questa estate torrida.

Per massimizzare i profitti vengono costruite sempre più grandi, inducendo gli amministratori a scavare fondali sempre più profondi e costruire moli enormi, addirittura a conduzione privata (vedi Fiumicino). Pagano spesso le tasse (poche) in paradisi fiscali e non di rado impiegano personale in condizioni lavorative che sfiorano la schiavitù. 

Di fronte a tutto questo, le ricadute economiche sulla città (impieghi stagionali spesso precari e irregolari) sono incomparabilmente inferiori ai danni sanitari e ambientali. 

Quest’anno a Livorno ci saranno 428 navi da crociera, 50 in più dell’anno scorso. E si continua a richiedere, nei convegni di settore a Miami, nuovi arrivi. Dire di no alle crociere non è solo una necessità ambientale, ma anche un obiettivo di equità sociale.

Leggi anche

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.