LIVORNO acquisto di gas russo

Partita la campagna “Sì al gas russo” di Libertà Livorno

Il movimento apolitico cittadino spiega le ragioni dell’iniziativa

Livorno, 13 giugno 2026 – È partita in questi giorni la campagna cittadina in favore dell’acquisto del gas russo da parte dell’Italia. L’iniziativa è stata avviata dal movimento apolitico cittadino Libertà Livorno, con sede in borgo dei Cappuccini 25, ed è stata finanziata da donazioni libere. 

Un totale di 100 manifesti recanti la scritta “sì al gas russo – costa meno, inquina meno, è più sicuro”  sono stati infatti appesi negli appositi spazi comunali in giro per Livorno. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la cittadinanza sull’argomento e magari fare da esempio per altre città. Di seguito le motivazioni espresse da Libertà Livorno sul proprio sito:

1. Costa meno

È innegabile che il gas naturale liquefatto (GNL) abbia un costo molto superiore a quello trasportato in forma gassosa. Il motivo è duplice: la modalità di trasporto e quella di estrazione.

Modalità di trasporto

Il GNL ci arriva dagli USA, e deve quindi attraversare in nave l’intero oceano su imponenti navi gasiere. Questo comporta un grosso consumo di carburante ma anche di quantità enormi di energia per mantenere allo stato liquido il metano che naturalmente è in forma gassosa. Il motivo è che altrimenti il metano occuperebbe un volume molto rilevante, e se ne potrebbe trasportare pochissimo. Di contro, una volta arrivato a destinazione, in rigassificatori di per sé già molto pericolosi e impattanti sull’ambiente, dev’essere “rigassificato” per poi essere utilizzato.

Modalità di estrazione

C’è poi la questione della modalità di estrazione, il fracking, che ha sì permesso di sfruttare giacimenti di gas altrimenti inutilizzabili, ma a un costo estrattivo superiore.

Il combinato di questi due fattori, fa sì che il costo del GNL sia circa quattro volte superiore a quello del metano tramite gasdotto.

2. Inquina meno

il gas metano di per sé non è tra i prodotti più inquinanti. La differenza tra quello liquido e quello gassoso la fanno ancora una volta la modalità di trasporto e quella di estrazione.

Il trasporto in nave consuma carburante, quello sì molto inquinante; pone rischio di sversamenti di nafta a seguito di incidenti o di attacchi deliberati; riscalda l’acqua circostante per mantenere freddo il GNL, e poi raffredda quella intorno ai rigassificatori per riportarlo in forma liquida. Questo ha anche un impatto sulla vita della fauna marittima, per cui il cambio di temperatura dell’acqua costituisce un rischio di sopravvivenza.

Il fracking usato per estrarre il gas negli USA ha diversi effetti negativi: mette a rischio le falde acquifere, consuma grandi quantità d’acqua, produce gas serra, favorisce i terremoti, distrugge l’ecosistema e mette a rischio la salute umana e animale.

Ovviamente anche i gasdotti sono a rischio di incidenti e di attacchi deliberati, ma quantomeno la fuoriuscita è solo di gas, non anche di nafta (il carburante delle navi gasiere) e l’impatto ambientale è inferiore.

3. È più sicuro

Con “più sicuro” non intendiamo le cose già spiegate al punto due, ma il fatto che l’approvvigionamento sia più costante e garantito. Il fracking è una tecnica che va a “raschiare il fondo” dei giacimenti, per così dire, mentre i paesi da cui importavamo il gas in passato hanno abbondanti risorse che si prevede durino ancora a lungo.

C’è poi il fatto che l’approvvigionamento dalla Russia riaprirebbe il dialogo con un partner strategico nella nostra area geografica, che non ha mostrato mire coloniali nei nostri confronti e rispetto agli USA non ha creato sconvolgimenti mondiali continui con l’azione bellicista mai sospesa dalla seconda guerra mondiale in poi.

Questo è secondo noi un altro fattore di sicurezza.

Ma se anche qualcuno ritenesse la Russia un partner inaffidabile e guerrafondaio, questo la metterebbe al limite sullo stesso piano degli USA, e quindi dovendo scegliere tra le due fonti di approvvigionamento per il gas, si dovrebbe mettere da parte questo elemento e concentrarsi sugli altri, che sono nettamente a favore del gas russo.

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Un commento su “Partita la campagna “Sì al gas russo” di Libertà Livorno”

  1. Ottimo articolo che esprime in maniera, credo, puntuale la posizione di Libertà Livorno. Una posizione “politica” nel senso nobile del termine vale a dire di una organizzazione autofinanziata che si occupa del bene della “polis” della città, cioè della società nella quale viviamo e così facendo restituisce al termine “politico ” la sua accezione originaria, di elevato spessore morale. Quello che comunemente viene definito “politico/ a” dovrebbe essere definito”arrivismo politico”, “carriera politica”, “politicanti” “intrallazzi”. Se costoro hanno occupato lo spazio della “polis” è perché i cittadini onesti e interessati al bene comune si sono rintanati nelle loro stanze delegando ai “peggiori” la gestione della cosa pubblica. Cosa che le persone che animano “Libertà Livorno” hanno deciso di non fare, intervenendo in molteplici ambiti che riguardano il benessere della gente e la salvaguardia di una buona qualità della vita. Ecco perché ritengo che definire questo gruppo “apolitico” invece che “apartitico” sia rendergli un pessimo servizio negandogli il riconoscimento che di meritano:quello di mostrare che la politica vera è cosa e interesse di tutti noi

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