Più tasse su infortuni del conducente e assistenza stradale
La Manovra 2026 interviene anche sul comparto assicurativo, introducendo un aumento della tassazione su alcune polizze accessorie legate all’RC Auto. Non si tratta della copertura obbligatoria, ma di garanzie facoltative molto diffuse tra gli automobilisti, che rischiano ora di diventare più costose.
Nel dettaglio, la tassa sull’assicurazione Infortuni del conducente passa dal 2,5% al 12,5%, mentre quella sull’Assistenza stradale sale dal 10% al 12,5%. Un incremento significativo che incide direttamente sul premio finale pagato dal cliente, pur lasciando invariato il costo della sola RC Auto obbligatoria.
Si tratta di coperture spesso sottoscritte insieme alla polizza base, soprattutto da chi utilizza l’auto quotidianamente o percorre lunghi tragitti. L’assicurazione contro gli infortuni del conducente, infatti, tutela chi guida in caso di danni fisici, mentre l’assistenza stradale garantisce soccorso in caso di guasti o incidenti.
Servizi considerati essenziali da molti automobilisti, ma che ora diventano meno convenienti sul piano economico.
Dal punto di vista assicurativo, l’aumento delle imposte non deriva da una scelta delle compagnie, ma da una modifica fiscale che si riflette automaticamente sul prezzo finale. Le imprese assicurative, infatti, applicano l’aliquota prevista dalla legge, trasferendo il maggior carico tributario sul consumatore.
Il rischio concreto è che una parte degli assicurati decida di rinunciare a queste garanzie accessorie per contenere la spesa, riducendo così il livello complessivo di protezione. Una scelta che potrebbe avere conseguenze rilevanti soprattutto nei casi di incidenti con lesioni al conducente o di emergenze stradali lontano dai centri abitati.
La misura si inserisce in un quadro più ampio di revisione della fiscalità, ma sul fronte assicurativo segna un cambio di passo netto: gli optional non sono più agevolati e vengono assimilati, dal punto di vista delle imposte, ad altre forme di copertura assicurativa. Un segnale che potrebbe anticipare ulteriori interventi sul settore nei prossimi anni.
Per gli automobilisti, il 2026 si apre dunque con una nuova voce di costo potenziale: non obbligatoria, ma strettamente legata alla sicurezza personale e alla serenità di guida. Un equilibrio sempre più difficile tra risparmio e tutela assicurativa.