La guida di Greenpeace a seguito del rapporto “mare caldo”

Ieri è stata la giornata internazionale del Mar Mediterraneo, una superficie blu di circa 2,5 milioni di chilometri quadrati abitata da oltre 17mila specie tra animali e vegetali, e, per l’occasione, Greenpeace ha deciso di condividere due curiosità sul nostro Mare e tre consigli per preservarlo al meglio.
Il Mediterraneo è un hotspot di biodiversità, purtroppo però vanta un triste record, un numero allarmante di specie a rischio estinzione; tra di loro troviamo la Foca Monaca, il Capodoglio, vittima sia delle reti da pesca che delle collisioni con le navi, il Delfino, e soprattutto lo Squalo. Il Mar Mediterraneo è inoltre geologicamente quel che resta di un Oceano, rimasto “intrappolato” tra tre continenti oltre 250 milioni di anni fa.
Ecco i tre consigli che ogni persona può seguire per aiutare a tutelarlo secondo Greenpeace:
1 – Non abbandonare i mozziconi di sigaretta: la spazzatura è sicuramente uno dei più grossi problemi in mare, e tra i detriti più diffusi sulle spiagge mediterranee troviamo proprio i mozziconi, con al loro interno i filtri, che per la loro composizione possono metterci dai 10 ai 12 anni a decomporsi, periodo durante il quale rilasciano sostanze tossiche e chimiche nell’ambiente.
2 – Prediligere l’uso di borracce o contenitori plastic-free: il mare è ormai sommerso dalla plastica, e le microplastiche che ne derivano finiscono anche nei nostri corpi attraverso il pescato. Evitare di affidarsi a contenitori usa e getta, preferendo ad essi forme più sostenibile come borracce termiche e contenitori riutilizzabili può essere molto importante.
3 – Scegliere creme solari eco-compatibili: anche le protezioni che scegliamo possono avere un impatto, danneggiando gli organismi marini, per questo Greenpeace consiglia di scegliere prodotti “ocean e coral reef friendly” o in alternativa creme con con filtri fisici naturali, come l’ossido di zinco o il biossido di titanio. Anche prediligere un packaging riciclabile ha la sua importanza.

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