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Posidonia a rischio per i lavori alla Darsena Europa

L’appello di Legambiente Toscana «Dopo i sopralluoghi di ARPAT chiediamo che rimanga alta l’attenzione per garantire la sopravvivenza» 

Livorno, 15 ottobre 2026 – Dopo i sopralluoghi di ARPAT alle Secche della Meloria, Legambiente torna a chiedere maggiore attenzione agli impatti ambientali della Darsena Europa. Le praterie di Posidonia oceanica rappresentano un patrimonio di biodiversità fondamentale per il Mediterraneo, risulta fondamentale garantire monitoraggi continui, trasparenza dei dati e misure efficaci di prevenzione dei danni.

I recenti sopralluoghi effettuati da ARPAT, Regione Toscana e Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli nell’Area Marina Protetta delle Secche della Meloria riportano al centro dell’attenzione il valore ecologico delle praterie di Posidonia oceanica e la necessità di garantirne la conservazione, anche alla luce dei lavori per la realizzazione della Darsena Europa nel porto di Livorno.

«La nostra associazione accoglie positivamente l’attenzione delle istituzioni e degli organismi tecnici verso questo ecosistema, ma ricordiamo come le criticità ambientali connesse alla nuova infrastruttura siano state sollevate da tempo, attraverso osservazioni tecniche, approfondimenti scientifici e comunicati pubblici» dichiarano i Circoli Legambiente di Pisa e di Livorno. 

Il sopralluogo dell’Osservatorio ambientale del porto di Livorno del 1° ottobre, effettuato a bordo del catamarano oceanografico Polaris di ARPAT, ha documentato la presenza di porzioni di prateria in buono stato di conservazione e di altre caratterizzate da una copertura più rada, confermando quanto emerso dal monitoraggio ante operam del 2026. 

«Ribadiamo il concetto che la Posidonia oceanica non è una semplice pianta marina, ma uno degli ecosistemi più importanti e complessi del Mediterraneo» aggiungono i Circoli Legambiente di Pisa e di Livorno. «Le sue praterie costituiscono habitat fondamentali per numerose specie, contribuiscono alla protezione delle coste dall’erosione e rappresentano importanti serbatoi di carbonio. La loro conservazione assume quindi un valore ancora maggiore in un contesto di crisi climatica e progressiva perdita di biodiversità marina. Inoltre, ribadiamo le preoccupazioni già espresse nel corso della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale della Darsena Europa, in particolare rispetto ai possibili effetti della movimentazione dei sedimenti, dell’aumento della torbidità delle acque e dei processi di sedimentazione sugli habitat marini delle Secche della Meloria e delle aree limitrofe».

Monitorare diventa quindi indispensabile, ma non è sufficiente. Il monitoraggio deve rappresentare uno strumento di prevenzione e di gestione, non limitarsi a registrare eventuali alterazioni quando il danno si è già verificato. Occorre conoscere le condizioni iniziali degli ecosistemi, verificare gli effetti delle lavorazioni e prevedere interventi tempestivi qualora emergano criticità.

I Circoli Legambiente di Pisa e di Livorno lanciano un appello volto a dedicare attenzione anche agli interventi di trapianto della Posidonia previsti nell’ambito delle misure di compensazione ambientale. Il trapianto rimane un’operazione complessa, la cui riuscita dipende da numerosi fattori ecologici e ambientali. Non può quindi essere considerato automaticamente equivalente alla conservazione di una prateria naturale, sviluppatasi nel corso di tempi molto lunghi e caratterizzata da relazioni ecologiche difficilmente riproducibili.

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