Intorno alle 22:30 del 1° luglio, una volante ha notato un gruppo di persone all’esterno di un bar del centro e ha deciso di effettuare un controllo
La Polizia di Stato di Livorno denuncia un soggetto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e resistenza a Pubblico Ufficiale.
Alla vista della Polizia scappava; inseguito e bloccato aveva 935 euro in banconote di piccolo taglio, 2.67 gr di cocaina e 3.79 di hashish
Intorno alle ore 22.30 di ieri 1° luglio, personale delle volanti, notava all’esterno di un bar del centro città alcune persone e i poliziotti decidevano di fermarsi ed effettuare un controllo.
Un ragazzo straniero a quel punto si dava alla fuga e mentre correva si liberava di un pacchetto gettandolo nelle siepi che costeggiavano la strada.
Anche con l’ausilio di una Guardia Giurata che, visto l’accaduto affiancava gli agenti nell’inseguimento del soggetto, questo veniva bloccato nonostante opponesse resistenza dimenandosi e scalciando per liberarsi. Tale condotta terminava solo quando il fuggitivo si rendeva conto che non poteva sovrastare i tre che, con non poca fatica, lo stavano bloccando.
I poliziotti recuperavano il pacchetto gettato durante la fuga all’interno del quale venivano trovati quattro involucri tre contenenti sostanza solida marrone ed una sostanza bianca.
La perquisizione personale dava esito positivo in quanto negli slip i poliziotti rinvenivano un altro involucro contenente sostanza solida in polvere anch’essa di colore bianca; inoltre nella tasca dei pantaloni rinvenivano € 935 in banconote di piccolo taglio.
Analizzato successivamente il contenuto dei vari pacchetti dal locale Gabinetto di Polizia Scientifica risultava essere cocaina (gr. 02,67) e hashish (03,79)
Il soggetto, cittadino tunisino del 2005, in Italia senza fissa dimora con precedenti penali, accompagnato presso gli uffici della Questura veniva denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e resistenza a Pubblico Ufficiale
Va precisato che il procedimento penale non è ancora definito e, pertanto, le contestazioni dovranno essere ulteriormente verificate nell’eventuale giudizio. Solo una sentenza definitiva di condanna potrà far ritenere colpevole l’indagato.
FONTE: QUESTURA DI LIVORNO