Colpite maggiormente Unione Europea e Cina
Il 2 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’imposizione di nuovi dazi doganali che avranno un impatto significativo sul commercio internazionale.
Queste misure prevedono un dazio universale del 10% su tutte le importazioni estere, con tariffe aggiuntive per specifici paesi:
- Unione Europea (UE): dazio del 20%
- Cina: dazio del 34%
- Regno Unito: dazio del 10%
Queste tariffe entreranno in vigore il 5 aprile 2025.
In risposta, l’Unione Europea ha dichiarato di essere pronta a una “guerra commerciale” per proteggere le proprie industrie e lavoratori. Fonti dell’UE hanno sottolineato un approccio su tre fronti: negoziati per trovare una soluzione, contromisure per proteggere le aziende europee e diversificazione dei mercati per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
Il settore agroalimentare italiano è particolarmente preoccupato per l’impatto di questi dazi.
Anche il settore farmaceutico europeo esprime preoccupazione. L’associazione Egualia ha avvertito che i dazi sui prodotti farmaceutici potrebbero minare l’accesso alle cure essenziali, danneggiando sia l’industria che i pazienti.
In Canada, il primo ministro ha sottolineato che le nuove tariffe statunitensi su acciaio, alluminio e automobili avranno un impatto diretto su milioni di canadesi, annunciando l’intenzione di adottare contromisure adeguate.
Queste misure hanno sollevato timori di un’escalation delle tensioni commerciali a livello globale, con potenziali ripercussioni su diversi settori economici e sulle relazioni internazionali.