Venerdì 4 aprile la conferenza di Roberto Valeri per l’Archeoclub Livorno al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo
“Non siate mai primi, cercate di essere secondi”, questo era il consiglio che Enrico Fermi dava ai suoi migliori allievi, una esortazione enunciata con un certo gusto del paradosso per uno scienziato fra i maggiori precursori nella fisica teorica e applicata.
A lui è dedicata la conferenza dal titolo “Enrico Fermi ovvero il Galileo Galilei del XX secolo” in programma venerdì 4 aprile (ore 17,30) al Museo di storia naturale del Mediterraneo (via Roma, 234) con l’intervento di Roberto Valeri nell’ambito delle attività divulgative dell’Archeoclub Livorno.
Talento precocissimo, Enrico Fermi entra nemmeno diciottenne alla prestigiosa Scuola Normale Superiore di Pisa dove acquisirà la laurea in fisica per poi dedicarsi all’insegnamento universitario, dopo un periodo di permanenza in Germania.
Nel 1926 vince il concorso per la prima cattedra di fisica teorica in Italia con sede a Roma in via Panisperna avvalendosi poi di giovani e valenti collaboratori (i famosi “ragazzi di via Panisperna”) come Edoardo Amaldi, Franco Rasetti, Emilio Segrè, Bruno Pontecorvo ed Ettore Majorana per concentrarsi, fra l’altro, sullo studio dei “neutroni lenti”.
Con l’emanazione nel 1938 delle leggi razziali il gruppo si disperde in gran parte all’estero, mentre Ettore Majorana scompare nel nulla alimentando varie leggende sul suo conto.
Lo stesso Fermi, la cui moglie è di origine ebraica, si trasferisce negli Stati Uniti dopo avere ricevuto il Premio Nobel a Stoccolma nel dicembre del 1938. Tre anni dopo, presso l’Università di Chicago, Fermi ottiene la prima reazione nucleare controllata ovvero la “pila atomica” (Chicago Pile-1), un evento che viene accolto con il messaggio in codice “il navigatore italiano è giunto nel Nuovo Mondo”.
Prende quindi parte al “Progetto Manhattan” per la realizzazione della bomba atomica nel sito di Los Alamos, nel New Mexico, diretto da Robert Oppenheimer, insieme ad alcuni dei più quotati fisici e matematici dell’epoca come Eugene Wigner, Leò Szilàrd, Edward Teller, Emilio Segrè e John von Neumann.
Roberto Valeri, a lungo impiegato presso la CoMeFi (Costruzioni Meccaniche Finsider) e da sempre appassionato di fisica e chimica ha all’attivo diverse pubblicazioni divulgative come “I mattoncini dell’universo” oppure “Dal corpo nero al gatto nero”.
Info: ingresso a donazione libera; tel. 0586-266711 oppure 0586- 266758.
Prossimi appuntamenti con l’Archeoclub Livorno al Museo di storia naturale del Mediterraneo:
-Venerdì 11 aprile: “Livorno. La città ideale del Rinascimento tra avanguardia e tradizione” (con l’arch. Matteo Massarelli);
-Venerdì 18 aprile: “Giove, l’amante insaziabile” (con Norberto Baù, presidente Archeoclub Livorno).