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Rifiuti Zero Livorno: crollo della raccolta differenziata e polemiche su Aamps

Rifiuti Zero Livorno denuncia l’inefficacia delle misure anti abbandono

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:

“Da qualche tempo notiamo una campagna molto aggressiva di Aamps e del Comune di Livorno contro chi abbandona i rifiuti e viene identificato e sanzionato dagli ispettori ambientali.

Una maggiore attenzione in questo senso non può che farci piacere, tanto è vero che abbiamo chiesto per anni – invano – il potenziamento dei controlli, parallelamente ad un miglioramento del servizio e della comunicazione. 

Se i controlli finalmente (in coincidenza con la campagna elettorale) sembrano essere arrivati, quello che però continua a mancare totalmente è un maggiore sforzo da parte dell’azienda nel venire incontro alle esigenze dei livornesi: Aamps si limita a puntare il dito contro i pochi incivili che danneggiano l’intera comunità, ma senza risolvere i problemi, che diventano sempre più gravi.

Una prova inconfutabile di quanto affermiamo è il dato ufficiale, pubblicato sul sito internet di Aamps, della raccolta differenziata in città, che certifica il disastro compiuto da questa amministrazione comunale e dai vertici aziendali che mantiene in carica.

Nel luglio 2019, cioè il mese in cui il nuovo sindaco Salvetti, appena eletto, scelse i nuovi amministratori di Aamps, la raccolta differenziata a Livorno aveva appena registrato il record del 70,2%.

A dicembre 2023, la percentuale è scesa ad un misero 60,8%, con un crollo quasi del 10% rispetto all’inizio del mandato di Salvetti.

Non si riscontra una situazione simile in nessun altro capoluogo italiano, dove anzi la raccolta differenziata continua a crescere nella stragrande maggioranza dei casi, avvicinandosi o superando l’80% anche in molte città del centro-sud e della Sardegna.

Perfino a Reggio Calabria, l’unica città dove fino a due anni fa si registrava un trend negativo simile a quello livornese, sono riusciti a recuperare, limitando il calo ad un – 5% (dato Ispra 2022).

Il Comune di Livorno e Aamps hanno prima cercato di dare la colpa al Covid, come se nella altre città italiane il virus non avesse colpito la popolazione, poi al nuovo metodo di calcolo della differenziata, che però (anche in questo caso) vale per tutte le città e non solo per Livorno, infine alla presunta “inciviltà” dei livornesi: forse si deve a questo la fanfara che viene suonata per ogni singola sanzione elevata?

Eppure, i livornesi sono gli stessi che abitavano la città a luglio 2019, quando la raccolta differenziata era al 70%, sopra il livello minimo obbligatorio per legge del 65% e quindi al riparo dalle sanzioni che attualmente colpiscono i contribuenti per colpa dell’inefficienza di Aamps.

Invece di pensare a come fermare il crollo della raccolta differenziata, che si traduce in un disastro ambientale ed economico, Aamps continua ad insistere con la richiesta di proroga per l’attività del vecchio inceneritore, cercando di spendere decine di milioni per un impianto asservito allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, che invece dovrebbero diminuire ogni anno fino a raggiungere quantità irrilevanti, come prevedono la normativa europea e quella nazionale.

Non serve neanche la finta tariffa puntuale introdotta in alcuni quartieri (lo sconto è per tutti, a prescindere dalla pesatura dei rifiuti indifferenziati), né il progressivo ritorno dei cassonetti stradali, nella loro versione (poco) intelligente.

L’unica strada efficace è quella dell’estensione del porta-a-porta in tutta la città, con una vera tariffa puntuale e con servizi ausiliari “comodi”, come le isole ecologiche di quartiere e gli eco-bus. 

Basterebbe copiare le città più virtuose, che a prescindere dal colore politico degli amministratori applicano la strategia rifiuti-zero, conquistandosi il podio per la maggiore raccolta differenziata, il minore rifiuto residuo prodotto per abitante e per la Tari più bassa.

Se Livorno si ostina invece ad essere la maglia nera delle città italiane, la colpa non è certo dei livornesi o di qualche incivile (presente purtroppo in ogni capoluogo o paese), ma dell’incapacità della classe dirigente locale”.

Coordinamento provinciale Rifiuti-Zero Livorno

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