CRONACA alessandra lizzio

Rischia di restare per strada con la figlia di quattro anni disabile perché non trova un affitto: “Sono livornese”

Esistono cittadini di serie A e di serie B”. L’odissea di Alessandra Lizzio, livornese residente in Lazio, alla ricerca di una casa per poter curare la piccola affetta da un disturbo dello spettro autistico all’ospedale di Livorno

“Voglio le cure migliori per mia figlia”. Alessandra Lizzio cerca un affitto a Livorno da ottobre 2021 ma nessuno degli agenti immobiliari che ha contattato su un sito internet le ha dato un appuntamento, quindi si sente discriminata a causa della disabilità della figlia e vuole denunciare la situazione.

Una mail è già stata inviata alle “Iene” e a Mario Giordano di “Fuori dal Coro”.

A Roma gli affitti sono troppo alti e l’ASL del Lazio fa attendere troppo

Ad Anagni, in provincia di Frosinone, dove risiede Alessandra, livornese di 41 anni, cantante e collaboratrice indipendente per la Sony Entertainment Japan, dove si occupa della revisione dei testi delle più famose serie di cartoni manga ed anime per Cristina D’Avena, i tempi di attesa per le cure per la sua bambina affetta da un disturbo neurodivergente o ADHD, meglio noto come iperattività, sono di un anno e mezzo.

Al policlinico Umberto I di Roma, gli affitti delle case sono il doppio e Alessandra si fida soltanto del reparto di neuropsichiatria infantile di Livorno: “In questo settore non si può parlare male dell’ospedale livornese è un reparto che funziona in maniera magnifica”. Quindi, la decisione di trasferirsi a Livorno insieme al compagno, nato a Roma e informatico. Alessandra cerca casa a Livorno senza trovarla da ottobre 2021 ed è infuriata.

“Gli agenti immobiliari di Livorno si comportano come se fossero delle meteore”. Il 4 settembre Alessandra e la bambina rischiano di rimanere senza casa.

La famiglia ha le disponibilità economiche per un affitto che non riesce a trovare. Il reddito è troppo alto per la casa popolare esettembre termina il contratto di affitto ad Anagni, questa è la situazione paradossale in cui Alessandra Lizzio con una bambina di quattro anni disabile soggetta a Legge 104 con revisione si è venuta a trovare.

“Gli agenti immobiliari con cui ha avuto a che fare sono come meteore, questo è quanto mi hanno risposto: affittiamo solo senza prendere la residenza con contratti transitori, affittiamo solo a militari e dipendenti statali, facciamo solo contratti per turisti balneari da maggio a ottobre, niente animali, promesse su promesse mai mantenute, attese infinite e poi la risposta è arrangiati. Nessuno ha commesso un illecito e non posso denunciare nessuno, ma voglio fare presente la situazione. Non voglio una casa popolare perché non ne ho diritto, però il 4 settembre rischio di finire per strada con la mia bambina disabile, eppure abbiamo i conti in ordine io e mio marito, soprattutto che ha un lavoro come informatico, e nonostante questo, non riusciamo a farci dare un immobile in affitto. Sono convinta che sia discriminazione. Cosa dovrei fare, andare ad occupare io con un reddito regolare mentre si affittano case a immigrati, spacciatori e prostitute che pagano un mese sì e un mese no? Non è un fatto di razzismo perché non sono razzista. Di questo passovogliono che vada a comprare una tenda da Decathlon e ci dorma?Chiamerò anche il comitato per i diritti degli inquilini, il Sunia”.

A Livorno ci sono tanti amici

Alessandra è conosciuta a Livorno, sia come cantante che come artista, ha collaborato con il maestro Fabio Ceccanti con il quale ha vinto un premio alla critica a Pontasserchio, e con molte altre istituzioni artistiche. Per la Sony Entertainment giapponese riadatta i testi per le sigle dei cartoni più famosi, come Sailor Moon, Naruto, Inuyasha, Black Butler, ecc.

La patologia di cui è affetta la bambina è la Sindrome di Asperger, una malattia legata allo spettro dei disturbi dell’autismo e può avere carattere ereditario. Infatti, sia Alessandra, che l’altro figlio di 21 anni residente a Livorno, oltre alla bambina di quattro anni, ne soffrono. Alessandra conduce una vita perfettamente normale e anche la bambina, se adeguatamente assistita, può sicuramente recuperare. La terapia prescritta è la logopedia e le sedute di psicomotricità, cure che per ora la famiglia si assume a carico privatamente perché la bambina non può farne a meno, nell’attesa di tornare a Livorno.

Speriamo che questa storia si risolva al più presto possibile con un lieto fine.

Leggi anche

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.