ITALIA Italia

Congedo parentale, da domani in vigore le nuove regole

L'obiettivo è quello di conciliare, al meglio, le attività lavorative e quelle familiari #Livorno #Italia #sociale

Foto di Vidal Balielo Jr.: https://www.pexels.com/it-it/foto/famiglia-che-cammina-sul-sentiero-1682497/

L’obiettivo è quello di conciliare, al meglio, le attività lavorative e quelle familiari

Da domani, sabato 13 agosto, entreranno in vigore le nuove regole per il congedo familiare, vediamo quali sono le novità.

10 giorni di congedo obbligatorio

Iniziamo con il congedo da parte dei padri che avranno tre mesi in più di congedo parentale indennizzato al 30% e 10 giorni di congedo obbligatorio che sarà retribuito al 100%. I 10 giorni di congedo potranno essere richiesti anche nei due mesi precedenti al parto e nei cinque mesi successivi.

Sempre per quanto riguarda i 10 giorni potranno essere chiesti in maniera spezzettata, non in ore però, e, in caso di parto gemellare, i giorni diventeranno 20.

Novità anche sul congedo parentale facoltativo

Cambi in vista anche il congedo parentale facoltativo sia per le madri che per i padri. Non cambiano i mesi complessivi che possono essere richiesti, ovvero sei per le madri e sei per i padri, ma aumento a 9 il numero di quelli indennizzabili al 30%.

I dipendenti avranno diritto ad un’indennità pari al 30% della retribuzione per tre mesi, fino ai 12 anni di età del figlio, non trasferibili all’altro genitore.

I genitori avranno diritto anche, in alternativa tra loro, ad un ulteriore periodo di congedo di 3 mesi retribuiti al 30%.

Per le lavoratrici autonome

Novità anche per le lavoratrici autonome che avranno un riconoscimento di un’indennità giornaliera anche nei due mesi antecedenti il parto in caso di gravi complicanze.

Cosa succede al genitore single?

Al genitore solo saranno riconosciuti 11 mesi, sia continuativi che frazionati, di congedo. Di questi 11 mesi 9 saranno indennizzabili al 30%.

Come fare la domanda?

La domanda, secondo quanto spiegato dalla stessa Inps, potrà essere effettuata al proprio datore di lavoro o al proprio committente regolarizzando poi successivamente la domanda presso lo stesso Istituto previdenziale.

Leggi anche

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.