Raffineria Eni: Cgil, Cisl e Uil chiedono certezze per il futuro dello stabilimento alle porte di Livorno
Raffineria Eni: Cgil, Cisl e Uil chiedono certezze per il futuro dello stabilimento alle porte di Livorno.
Ecco il comunicato
È compito primario delle Istituzioni e delle forze politiche e sociali, in questa fase in cui l’Europa sta allentando i vincoli di bilancio con il fine non solo di lenire gli effetti della pandemia in corso, bensì di delineare il futuro economico e sociale delle nuove generazioni, non perdere l’occasione per far rinascere l’economia livornese, superando le vicende che hanno prodotto nella provincia due aree di crisi complessa.
Un tassello fondamentale di questa strategia è rappresentato dalla Raffineria ENI di Livorno.
Il sito industriale costituisce oggi una realtà produttiva diversificata, unica in Italia, caratterizzata dalla produzione di carburanti, di lubrificanti base I e II e di particolari specialties.
La centrale termoelettrica, oltre che produrre utilities per consumi interni, è dotata di turbina a gas da 149 MW, che produce energia elettrica da immettere nella rete elettrica nazionale.
Altra particolarità è lo stabilimento di miscelazione e confezionamento oli lubrificanti per il mercato automobilistico e industriale.
Continua
La raffineria è inoltre connessa alla rete di distribuzione dei prodotti, oltre che tramite il consueto trasporto veicolare, anche da due oleodotti, mediante i quali viene rifornito il deposito carburanti di Calenzano, per soddisfare le richieste di carburante del
centro Italia.
CISL e UIL Livorno ritengono ineludibile il processo di riconversione industriale del sito produttivo, alla luce della transizione ecologica che costituisce un asse portante del Recovery Fund.
A queste Organizzazioni Sindacali tre paiono i pilastri portanti della strategia che dovrà essere attuata:
1) Garantire il radicamento territoriale del sito produttivo nel lungo periodo.
Il che significa scegliere, tra i diversi scenari che l’Azienda propone (perché proporre i piani industriali è una prerogativa aziendale), quelli che non siano di corto respiro e che non rinviino semplicemente di qualche anno la tematica della dismissione e della chiusura degli impianti.
2) Garantire i livelli occupazionali, sia diretti che indiretti.
Il che significa, in primo luogo, pretendere dall’Azienda un volume di investimenti tale da non pregiudicare gli attuali livelli occupazionali e, in secondo luogo, scegliere, tra i diversi scenari che l’Azienda ritiene economicamente sostenibili, quelli che – oltre ad essere coerenti con la transizione ecologica – massimizzino i livelli occupazionali.
3) Escludere decisioni e orientamenti assunti in base a pregiudizi ideologici o ondate emotive, anziché in base ad una puntuale analisi dei piani industriali e delle loro ricadute.
Conclude
Il che significa non avventurarsi in posizioni pregiudizialmente favorevoli o contrarie a questo o quell’investimento, ma assumere ponderati orientamenti sulla scorta dei concreti progetti e piani industriali aziendali.
Fonte: CGIL Livorno, CISL Livorno, UIL Livorno
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