Il tecnico amaranto era l’ultimo responsabile di questa incredibile situazione
Ultimo posto in classifica, con appena 19 punti, appena 2 dei quali conquistati nelle ultime 7 partite; in una situazione normale l’allenatore era da esonero, e non da oggi. Già, in una situazione normale, ma di normale in questa stagione del Livorno c’è poco o nulla. Ed allora, proprio partendo da questa considerazione, appare a dir poco incomprensibile l’esonero dell’ex tecnico di Arezzo e Siena. Vero che la classifica è disastrosa. altrettanto che l’ultimo, l’ultimissimo, colpevole di questa situazione è Dal Canto. Il tecnico veneto non sarà Guardiola o Mourinho, per l’amor di dio, ma in un anno del genere anche “Pep” e lo “Special One” avrebbero problemi a fare risultato.
Rivoluzione perenne
Stiamo parlando di una squadra che tanto assomiglia ad un albergo, con giocatori che vanno e vengono, per miliardi di motivi, e nessuno nobile. Si è cominciato con una rosa che non sarà stata quella di una fuoriserie, anzi, ma che comunque avrebbe avuto la possibilità di ben figurare, a maggior ragione in un campionato così scarso. Ed invece, picconata dopo picconata, è stata fatta piazza pulita, lasciando andare via elementi del calibro di Marsura, Porcino, Murillo e, soprattutto, Agazzi, tutti players talvolta contestati, ma una spanna superiore a quelli in rosa attualmente. E’ colpa di Alessandro Dal Canto questo ? E’ colpa sua se invece di Murilo in attacco adesso c’è Dubickas, e a centrocampo Castellano ha preso il posto di Agazzi ? Se la risposta è sì, beh avete fatto bene a esonerare Dal Canto.
Silenzio assordante
Chi invece dovrebbe autosilurarsi è la società, in tutte le suoi componenti, a partire da chi la società la rappresenta, il presidente Heller. Invece i tanti soci sono spariti dai radar, anche ieri nessuno ha parlato, e lo stesso ha fatto il direttore sportivo. Forse erano impegnati a decidere l’esonero di Dal Canto, sarebbe stato meglio metterci la faccia e magari intervenire in diretta Tv, cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa alla città per la situazione che loro, solo loro, nessuno escluso, hanno creato, e della quale c’è solo da vergognarsi.