Il presidente della nostra regione esterna sulla sua pagina Facebook
Il presidente della nostra regione esterna sulla sua pagina Facebook.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, continua a manifestare il suo disaccordo sul passaggio della regione in zona rossa. Lo fa dalla sua pagina FB.
Una regione penalizzata oltremodo
“I dati valutati sono quelli dall’1 all’8 di novembre, oggi siamo in zona rossa e perché si debbano subire misure così restrittive per dati passati, non so se sia la cosa migliore.
La Toscana si trova in una situazione in cui il dato del Rt è in miglioramento, non è in crescita come lo era la settimana scorsa, i dati ora sono leggermente in discesa.
Ci siamo impegnati per gli alberghi sanitari, ci stiamo impegnando a fondo per offrire posti Covid per alleggerire la pressione sugli ospedali, abbiamo dati importanti e positivi per quello che riguarda il tracciamento, grazie ai giovani che abbiamo assunto, coprendo percentuali alte di tracciamento. Il 65% dei positivi è ormai tracciato.
La Toscana comunque è stata penalizzata indiscriminatamente perché se da una parte presenta criticità in alcuni territori come Pistoia, Prato, Firenze, dall’altra in Maremma, sul Monte Amiata o in Isola d’Elba il virus è poco presente.
Speriamo di allentare la morsa a metà dicembre – puntualizza Giani – scendere in zona rossa è facile, ma le condizioni per risalire sono molto rigorose: non voglio creare illusioni”.
Importante fare squadra
“Ormai il provvedimento è preso, a questo punto dobbiamo fare squadra per ritornare a metà dicembre, prima di Natale, ad allentare la morsa e magari tornare in zona arancione se non in zona gialla”.
L’algoritmo di risalita da rosso ad arancione o giallo è molto rigido.
lnfatti il meccanismo previsto dal decreto richiede che per due settimane i dati devono essere costantemente su un livello più basso, per poter rientrare in zona arancione o gialla. Basta che scoppi un focolaio o che, anche solo per un giorno, ci sia un dato più elevato in alto per vanificare tutti gli sforzi.
Fonte: Regione Toscana