CRONACA coronavirus

Toscana in Zona Rossa, cosa varia con il cambio di “colore”

Toscana in Zona Rossa, cosa varia con il cambio di “colore”

Un prontuario dei cambiamenti dovuti al cambio di “colore” della regione Toscana

Fonte Pagina FB Regione Toscana

Un prontuario dei cambiamenti dovuti al cambio di “colore” della regione Toscana.

E’ ormai certo che la Toscana sia dichiarata zona rossa; in base alla rilevazione settimanale del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, la nostra regione ha l’indice Rt (cioè il tasso di contagiosità) a 1,8, il più alto in Italia. Un dato che la classificherebbe subito tra le regioni a indice elevato. Comunque i dati sono sotto osservazione del Comitato tecnico scientifico, ma, se confermati, sposteranno la Toscana da arancione a rossa. Siamo in attesa dell’ordinanza del ministro Speranza che farà partire da domenica 15 novembre la nuova zona.

Cosa cambia nella regione in zona rossa:

Sono vietati gli spostamenti, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute; vietati gli spostamenti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro.

Chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L’asporto è consentito fino alle ore 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.

Chiusura dei negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità. Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i centri estetici.

Didattica a distanza per la scuola secondaria di secondo grado, per le classi di seconda e terza media. Restano aperte, solo le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e la prima media.

Chiuse le università, salvo specifiche eccezioni.

Sospese tutte le competizioni sportive salvo quelle riconosciute di interesse nazionale dal CONI e CIP. Sospese le attività nei centri sportivi. Rimane consentito svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva solo all’aperto in forma individuale.

Chiusi musei e mostre; chiusi anche teatri, cinema, palestre, attività di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie. Per i mezzi di trasporto pubblico è consentito il riempimento solo fino al 50%, fatta eccezione per i mezzi di trasporto scolastico.

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