Esclusiva, per la prima volta parla uno dei nuovi soci del Livorno

Tra i vari soci messi assieme dalla banca Cerea, il più noto, almeno nel mondo del calcio, è Mauro Ferretti, fino a qualche anno fa presidente, e proprietario, dell’Arezzo. Imprenditore romano, Ferretti è a capo di una importante azienda di servizi, con oltre mille dipendenti. Finora, nella lunga querelle societaria amaranto, aveva tenuto un basso profilo, ma adesso si concede volentieri alle nostre domande.
Partiamo dalla sua esperienza, in chiaroscuro, di Arezzo
“Allora, prima di tutto tengo a precisare che ai tempi in cui gli amaranto aretini furono ripescati in C, io non ero contro tale ripescaggio; le mie parole “aspettiamo l’ufficialità”, furono scientemente travisate. Ad Arezzo ho investito tantissimo, mi sono disamorato quando i miei giocatori, pagati profumatamente, si fecero sconfiggere in casa dalla Lucchese al primo turno dei playoff, complice un atteggiamento incomprensibile. Ecco, quella partita mi fece disamorare e decisi di abbandonare il mondo del calcio.”
Adesso, però, ci riprova, con altri amaranto, quelli labronici.
“Alla fine la passione ha prevalso, ed ho deciso di riprovarci, grazie anche all’interessamento del presidente di banca Cerea, dottor Massena, che ha creato i presupposti per questa operazione.”
Quali sono i rapporti con gli altri membri della cordata ?
“Siamo in perfetta sintonia, l’idea è di lavorare alacremente per fare le cose per bene, come merita una piazza così importante.”

L’impressione è che ci sia scollamento con il presidente Navarra, il quale ha specificato chiaramente, in una recente intervista televisiva, che le decisioni le prende lui.
“Navarra ci ha chiesto di essere presidente e noi lo abbiamo accontentato; tengo a precisare che l’imprenditore ciociario è sì presidente, ma non ha certo carta bianca. Tutte le sue decisioni devono essere vagliate e confermate, o meno, dagli altri soci. Questo è il mio modus operandi, in tutte le mie aziende, non mi piacciono gli uomini soli al comando. Chiariremo tutto nei prossimi giorni (Martedì ndc) in un consiglio di amministrazione nel quale tutti i soci saranno presenti.”

Si è molto dibattuto sulla questione dei due direttori sportivi, Cozzella e Rubino, chiusa da un comunicato nel quale si sceglieva, appunto, Cozzella come diesse
“E’ una partita ancora tutta da giocare; vero che c’è il comunicato ufficiale, altrettanto che sarà uno degli aspetti di cui discuteremo nel prossimo consiglio di amministrazione. Ribadisco che il prossimo CDA sarà importantissimo per definire tutto e limare eventuali attriti ed incomprensioni.”
Ma quali sono i suoi, e conseguentemente, della società, obiettivi?
“A me piace vincere, l’ho sempre fatto nella vita ed anche nella precedente esperienza di Arezzo. L’obiettivo è raggiungere quanto prima la Serie B. Questo è ciò a cui miro, e spero che sia anche ciò che si prefiggono gli altri soci.”
Cosa si sente di dire ai tifosi ?
“Di stare tranquilli, stiamo sistemando le cose per comporre una rosa competitiva e regalare loro tutte le gioie che meritano.”
L’ultima è la domanda più scivolosa. Si parla molto sul famoso “certificato di onorabilità”, condizione necessaria perchè la FIGC ratifichi l’iscrizione. Ha qualche timore in tal senso ?
“Assolutamente no, da quanto mi risulta nessuno dei soci ha problemi in tal senso, almeno queste sono le mie informazioni.”
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