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Toscana, i Carabinieri smantellano una rete di siti di sevizie su bambini durante dirette web

iena, 15 Luglio 2020 – I Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Siena, coordinati dalla procura dei minori di Firenze, hanno smantellato una rete di siti pedopornografici, collegandosi ai quali il navigatore si imbatteva in video mostranti inenarrabili sevizie su bambini, riprese durante alcune dirette web.

Fonte Pagina istituzionale Facebook "Carabinieri"
Il raccapricciante commercio sulla rete avveniva nel cosidetto “Darkweb”

Siena, 15 Luglio 2020 – I Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Siena, coordinati dalla procura dei minori di Firenze, hanno smantellato una rete di siti pedopornografici, collegandosi ai quali il navigatore si imbatteva in video mostranti inenarrabili sevizie su bambini, riprese durante alcune dirette web. Gli utenti potevano accedere ai siti nascosti del darkweb, tramite il pagamento con criptovaluta. Una volta effettuato l’accesso, potevano assistere a violenze sessuali e torture effettuate anche in diretta su minori. Il terribile gioco, come riportato da ANSA, permetteva agli utenti di poter interagire durante le dirette streaming. Così gli spettatori potevano richiedere sevizie o altre violenze sui corpi delle piccole vittime indifese.

L’inchiesta, di cui ci siamo già occupati su questo giornale ma che continua ad allargarsi, era partita un anno fa, quando una donna aveva scoperto sul cellulare del proprio figlio minorenne una serie di filmati e fotografie dal contenuto pedopornografico e razzista. Il ragazzo era solito scambiare con i propri coetanei in diverse regioni, compresa la Toscana, il materiale proibito oggetto dell’indagine.

Adesso gli investigatori hanno scoperto nuovi risvolti e hanno aggiunto alla già lunga lista degli indagati dei nomi nuovi: tra cui due ex compagni di scuola residenti in Piemonte, un ragazzo e una ragazza.

Dalle chat dei nuovi indagati, i militari dell’Arma hanno scoperto l’esistenza di questi siti criptati ai quali si poteva accedere solo tramite pagamento con criptovalute.

Tra l’orribile materiale condiviso nel portale gli inquirenti hanno trovato:

  • video pedopornografici di soli minori,
  • video realizzati da adulti di atti sessuali e
  • violenze compiuti su minorenni anche in tenerissima età e infine
  • video “gore” (video di violenza), associati a simboli nazisti o comunque sempre a sfondo razzista.

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