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Emergenza coronavirus, parla il segretario FP-CISL, Francesco Redini

In questo periodo di emergenza coronavirus, il settore della sanità è stato, senza alcun dubbio, quello più esposto in prima linea e che ha sofferto le maggiori perdite. Per fare il punto della situazione, anche considerando il premio di 31 milioni stanziato dalla Regione Toscana per gli operatori della sanità, abbia ascoltato il Segretario Generale della FP-Cisl della provincia di Livorno, Francesco Redini

“Grande impegno del personale sanitario”, dice il segretario

In questo periodo di emergenza coronavirus, il settore della sanità è stato, senza alcun dubbio, quello più esposto in prima linea e che ha sofferto le maggiori perdite. Per fare il punto della situazione, anche considerando il premio di 31 milioni stanziato dalla Regione Toscana per gli operatori della sanità, abbia ascoltato il Segretario Generale della FP-Cisl della provincia di Livorno, Francesco Redini

Cosa ne pensa del premio stanziato dalla Regione?

“Sono favorevolmente colpito; GCIL, CISL e UIL regionali sono stati gli artefici dell’iniziativa. Certo, qualsiasi premio non è paragonabile ai sacrifici sostenuti, ma è comunque una risposta. In questa maniera la Regione Toscana ha integrato le risorse già fornite dal governo.”

Gli operatori sanitari come hanno vissuto il periodo dell’emergenza Covid-19?

“Lo hanno vissuto, tutti, con grande senso del dovere e professionalità mettendo in campo sia la flessibilità oraria che quella delle mansioni svolte, facendo straordinari e andando a lavorare in reparti diversi dal proprio. Senza dimenticare il preziosissimo lavoro di affiancamento ai neoassunti”

Vista da dietro le quinte l’emergenza sanitaria sembra stia finendo?

“Ringraziando Dio, Livorno è stata poco toccata. Questo grazie sia alle caratteristiche ambientali della zona, sia alle precauzioni igienico sanitarie messe in campo da tutti. Questo però non ci deve far abbassare l’attenzione, bisogna stare in guardia in caso di una seconda ondata”

Quale insegnamento possiamo trarre?

“La sanità pubblica è stata sottostimata per anni e messa in ginocchio a suon di tagli. A Livorno abbiamo un ospedale che risale al 1931. Non c’è bisogno solo di strumentazioni idonee e personale durante queste emergenze, occorre anche avere delle strutture edilizie adeguate soprattutto in fase di contenimento dei contagi. Ben venga il nuovo ospedale più adatto ad ogni esigenza di quello attuale, basti pensare che il reparto malattie infettive che è situato proprio nel centro di Livorno”uello attuale, basti pensare che il reparto malattie infettive che è situato proprio a Livorno”

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