Piazzale La Rosa, abiti usati abbandonati ai punti di raccolta, una discarica a cielo aperto.
Livorno 25 maggio 2020, l’inciviltà, leggasi l’abbandono dei rifiuti ai tempi Coronavirus. Nel Piazzale La Rosa i punti raccolti abiti usati sono stati adibiti a discariche a cielo aperto. La declinazione dell’inciviltà ai tempi Coronavirus è disarmante. Purtroppo il fenomeno dei rifiuti abbandonati è diventato così frequente che le persone cominciano a non farci più caso. Abbiamo di fronte delle abitudini di inciviltà dure a morire e qualcosa in tema di prevenzione e repressione dovrà essere fatto.
Siamo di fronte ad uno spettacolo indecoroso
La scenografia di questa mattina al Piazzale La Rosa è disarmante e suscita rabbia per la quantità enorme di abiti, pelletterie, oggettistica stesa e disseminata intorno alle postazioni gialle adibite a raccolta abiti usati. Che con la necessità sempre più urgente di pulizia, disinfezione e decoro rende praticamente inutilizzabile qualsiasi oggetto.
AAMPS ha attivo su tutto il territorio comunale il servizio gratuito per la raccolta degli indumenti
In questo ultimo periodo di forzato lockdown si è riscontrato un significativo incremento dell’abbandono di rifiuti ed anche di abiti usati in prossimità dei contenitori stradali per la raccolta dei rifiuti. Non è inutile ricordare che è attivo su tutto il territorio comunale il servizio gratuito per la raccolta degli indumenti a disposizione dei cittadini che desiderano disfarsene senza commettere reati contro l’ambiente.
Il recupero e il riciclo
L’attività permette di raccogliere ogni anno circa 110 tonnellate di materiale avviato al recupero e al riciclo oppure smaltito negli impianti specializzati secondo le normative vigenti. I capi riscontrati di buona qualità sono igienizzati e avviati al mercato abiti usati oppure destinati a persone indigenti. Il resto prosegue il percorso nelle ditte che realizzano l’attività di cardatura per il riallineamento dei tessuti e il riutilizzo da parte di imprese che confezionano nuovi prodotti.
Smaltimento finale
Gli esperti indicano la quantità in Italia di centinaia di miliardi di tonnellate l’anno del ciclo dello smaltimento finale. Una massa di materiale che diventa rifiuto e “appesantisce” l’ambiente e che , invece può essere recuperata e riutilizzabile. Una strada percorribile avvalendosi dei servizi attivati dal Comune.
Collaborazione: Vito Capogna
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Cara Laura, ti indigni (giustamente) per questo spettacolo indecoroso di abbandono degli abiti usati vicino ai punti di raccolta.
Ma mi domando e ti domando (dato che ricordi che AAMPS effettua il ritiro su prenotazione): perché c’è questo accumulo fuori dei contenitori (che saranno sicuramente pieni) ?
Non penso che la gente porti gli abiti usati fino al punto di ritiro per gettarli in terra…
Forse sarà perché AAMPS non ha effettuato un ritiro regolare e periodico in questo periodo, come ha tenuto chiuse le “piattaforme” di consegna allo stadio e al Picchianti fino ad oggi ?