CALCIO calcio

Livorno, trasferta proibitiva in quel di Salerno

Gli amaranto devono riscattare la pessima prestazione con il Cosenza, ma quella a Salerno è trasferta proibitiva

Otto giorni dopo la tragica prestazione con il Cosenza all’“Armando Picchi”, che di fatto ha sancito la retrocessione in Serie C con tre mesi di anticipo,
il Livorno torna in campo, e lo fa avendo di fronte un compito a dir poco arduo.
Gli amaranto sono infatti attesi dalla trasferta proibitiva a Salerno dove li attende una squadra che non nasconde velleità importanti.
I campani infatti sono assisi in piena zona playoff, ed oltretutto arrivano alla sfida con gli amaranto vogliosi di riscattare il ko di lunedì sera a Verona, per mano del Chievo, prima sconfitta del loro 2020.

Spinelli chiama, Breda risponde

In settimana il mare in riva al Tirreno è stato a dir poco increspato,
lunedì Roberto Breda è stato convocato da Spinelli che non gliele ha certo mandate a dire, accusandolo dell’ignobile caporetto contro il Cosenza.
Del resto lo aveva già fatto sabato, allo stadio, indicando platealmente il tecnico veneto come responsabile del pesante KO.
Il diktat del presidentissimo è stato chiaro, chiarissimo: bisogna tornare alla difesa a tre e far giocare i nuovi.
Un modo, di fatto, di esautorare Breda, magari nell’intento di farlo dimettere, risparmiando così il pesante ingaggio per lo scorcio di stagione ancora rimanente e per tutta la prossima.

Si cambia

Breda, però, a rassegnare le dimissioni manco ci pensa e, da perfetto aziendalista, si piega alle richieste del suo datore di lavoro, Spinelli appunto.
Ed allora spazio alla retroguardia a tre, composta da Silvestre, l’unico nuovo che finora ha regalato qualcosa alla causa amaranto, Bogdan ed il rientrante Di Gennaro.
A centrocampo, out per squalifica Agazzi, spazio per altri due nuovi: l’esterno mancino svedese Agardius ed il mastino di centrocampo Awua. In avanti invece, bocciato, forse definitivamente, Braken, è ballottaggio tra Ferrari, favorito, e l’ultimissimo arrivato, il perticone svedese Simonic.

Dignità

Una situazione paradossale, in cui a regnare sovrana è la confusione, il tutto nell’attesa che la querelle societaria – Vendita sì, vendita no – si definisca.
L’auspicio, ormai ridotte al classico lumicino le speranze salvezza, è quella di salvare almeno la dignità, sarebbe inaccettabile per i tifosi, e la città tutta, un’altra debacle come quella riportata una settimana fa.

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