I cani, maestri d’amore. Intervista a Rosina che ne ha adottati 3

In ogni parola, in ogni sguardo, in ogni cosa che si fa, l’amore per gli animali non è pura teoria, ma qualcosa di assolutamente concreto che riempie ogni minuto della giornata di Rosina, 52 primavere. “I cani sono maestri d’amore”, afferma, con in braccio i suoi due tesori, la barboncina Giulietta e Romeo, chihuahuaa pelo lungo, scampato alle corse clandestine.

“Ho sempre avuto un debole per i barboncini e avevo il numero di un allevamento ,ci ho fatto un salto, l ‘ho vista e l’ho adottata- ride ancora- in realtà, comunque di cani ne ho tre, c’è anche quello di Augusto, il mio compagno. Si chiama Jean Paul, è un meticcio fantasia, disabile senza le zampette dietro. L’ha salvato Augusto, investito e abbandonato sul ciglio della strada. Impossibile non innamorarsi di lui. Il mio fidanzato ha ragione quando dice che è un maestro. Anzi, tutti i cani sono maestri d’amore: bisogna imparare da loro”.
L’arricchimento maggiore che le danno qual’è?
“Bè, osservandoli e vedendo tutto quello che fanno per noi umani, ti spingono a essere anche una persona migliore. Magari imitandoli. Ti amano infatti in maniera incondizionata, non giudicano. E te lo dimostrano in tutti i modi. A loro non importa se sei bello, brutto, grasso, magro, ricco, senza una lira, vecchio o giovane. Hanno comunque dedizione e rispetto. Ogni volta che entri in casa ti salutano, come se non ti vedessero da un anno e lo fanno anche se rientri tre volte nel giro di un’ora. Danno senza chiedere. Proprio quello che dovremo fare tutti.”
Facile da dirsi, difficile da farsi
“Vero. Ma mi sto adoperando proprio per percorrere questa strada…-sospira- Inoltre, i cani ti aiutano a vivere il presente, perchè sono immersi nell’oggi. E non si piangono addosso. il cane di Augusro, pur trascinandosi sulle gambette davanti, mai e poi mai rinuncerebbe a giocare con noi: non si fa limitare da ciò che gli è successo. Ma non è finita quì, sono in grado di curarci. Vengono usati per combattere il bullismo nelle scuole, sono di conforto negli hospice per i malati terminali, sono utili durante la riabilitazione o per l’autismo. In Inghilterra, non solo accompagnano i non vedenti ma anche persone che soffrono di ipoglicemia e di attacchi epilettici, perchè mezz’ora prima avvertono il “pericolo”. Augusto mi ha poi raccontato che quando accarezziamo un animale liberiamo endorfine, la nostra pressione scende e così stiamo meglio. Ricordo che mia nonna mi diceva “Quando ho la febbre, sembra che il cane se ne accorga”, e in realtà è proprio così. Se ne accorgono e allora si prendono cura di te, senza distrarsi mai, sino all’ultimo minuto della loro vita”.
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