L'analisi di Confcommercio sui dati ministeriali per l'anno 2026/2027 evidenzia un costo significativo per le famiglie livornesi.

L’analisi dettagliata, condotta sulle scuole della provincia di Livorno e focalizzata esclusivamente sui testi indicati come “da acquistare”, rivela una spesa media di circa 188 euro per classe nelle scuole medie e di circa 241 euro nelle scuole superiori. Questo perché il peso economico maggiore si concentra proprio all’ingresso dei nuovi cicli di studio.
Nel dettaglio, per la prima media il valore medio della lista dei libri si attesta intorno ai 300 euro. Questa cifra scende poi a circa 126 euro per la seconda media e a 136 euro per la terza. Anche alle superiori, il primo anno si conferma il più oneroso, con una media di circa 300 euro, seguito dalla terza superiore con circa 285 euro.
Un peso significativo per i bilanci familiari
“I numeri mostrano bene quanto l’inizio della scuola rappresenti un momento delicato per i bilanci familiari”, ha sottolineato Federico Pieragnoli, direttore generale di Confcommercio Livorno. “Proprio in questa fase, cartolibrerie e librerie di prossimità svolgono un ruolo importante, perché non si limitano alla vendita: aiutano le famiglie a verificare le adozioni, gestiscono gli ordini, individuano i testi corretti e offrono un punto di riferimento diretto sul territorio”.
Inoltre, al costo dei libri si aggiunge quello del materiale scolastico. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2026 il paniere di prodotti esaminato registra un aumento medio del 2,3% nelle cartolibrerie tradizionali. Nel canale online, invece, l’incremento arriva al 5,6% rispetto all’anno precedente.
Il valore del negozio di prossimità
“È un dato interessante”, ha osservato Pieragnoli, “perché dimostra che gli aumenti sulle piattaforme digitali non sono sempre più contenuti rispetto ai negozi fisici”. Di conseguenza, per Confcommercio, il valore del commercio di vicinato emerge soprattutto quando gli acquisti richiedono assistenza e precisione.
Acquistare i libri scolastici, infatti, non significa semplicemente aggiungere prodotti a un carrello virtuale. Significa orientarsi tra diverse edizioni, codici ISBN, nuove adozioni e testi già in uso. In questo contesto, il negozio di prossimità continua a offrire competenza, affidabilità e la possibilità di risolvere rapidamente eventuali problemi, come l’acquisto di testi non obbligatori.
Un libraio, conoscendo le scuole del quartiere, sa quali libri saranno effettivamente utilizzati. È importante ricordare che il dato ministeriale rappresenta il valore di listino dei libri indicati, e non necessariamente la spesa finale che verrà sostenuta da ogni singola famiglia, la quale può ridursi attraverso il ricorso alle librerie dell’usato, al riutilizzo dei testi o ad eventuali agevolazioni.
“Sostenere librerie e cartolibrerie significa non soltanto difendere attività economiche, ma anche mantenere nei quartieri e nei centri cittadini un servizio concreto per studenti e genitori. In un mercato sempre più competitivo, professionalità e vicinanza restano elementi che fanno la differenza”, ha concluso Pieragnoli.

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