Gli Orti Urbani replicano a Comune e costruttore: «Scelta politica, pronti a difendere l’area» 

Il comitato smonta i dati dei cantieri, invoca la Costituzione e propone aree alternative per salvare il polmone verde

Foto di Claudio Caroti

Livorno, 2 settembre 2026 – Terza conferenza in tre giorni sulla questione dell’area di via Goito. Dopo quella da parte di Frangerini e quella del Comune di Livorno infatti, questa mattina hanno risposto dal Comitato degli Orti Urbani. Molti gli interventi di associazioni e residenti, ma prima di questi, alla base dell’incontro sono stati sottolineati i 5 punti chiave alla base della protesta:

1. La natura politica alla base della scelta

La conferenza si è aperta contestando la Giunta Salvetti. Il comitato ha respinto la tesi secondo cui la cementificazione sia un atto dovuto per vincoli di legge. L’edificazione è invece il risultato diretto del Piano Operativo approvato dall’amministrazione comunale la scorsa estate. 

Al Comune sono state imputate due responsabilità: permettere a un costruttore di cementificare l’area interessata e sgomberare forzatamente il terreno dalle persone presenti. Tra queste viene sottolineata anche la presenza di anziani, studenti, professori e residenti.

2. La contestazione sui dati dei cantieri

Al secondo punto è stata affrontata quella che il comitato definisce la “bufala dell’1,83%”. Mappe alla mano, Giovanni Ceraolo ha mostrato che l’impatto reale dei cantieri sul terreno sarà nettamente superiore alla sola superficie dei futuri edifici. 

Oltre a questo è stato sottolineato che le zone dove dovrebbero sorgere i 4 palazzi siano boschive. Dunque un impatto molto rilevante già dalla preparazione dei cantieri.

A sinistra il piano operativo, a destra la stima dell’occupazione dei cantieri

3. Le contraddizioni tra le altre due parti in causa

La conferenza è continuata evidenziano le discrepanze tra le dichiarazioni del Sindaco e quelle del costruttore. Frangerini ha affermato di non avere ancora un progetto pronto, mentre Salvetti ha parlato di “mini cantieri” e del trasferimento immediato dell’80% dell’area al Comune. 

Secondo il comitato, l’unica reale priorità delle altri parti in causa è quella di liberarsi della protesta dei cittadini per procedere con i piani edilizi. L’imprenditore in compenso, aggiudicandosi il terreno a buon prezzo si è preso con esso anche il dissenso che ne deriva.

4. Il richiamo alla legalità e alla Costituzione

La conferenza ha proseguito con un richiamo alle norme. Il comitato ha rivendicato il rispetto del principio europeo del “consumo di suolo zero” e ha citato l’articolo 41 della Costituzione, secondo cui l’iniziativa privata non può recare danno alla salute e all’ambiente. 

Oltre ad annunciare diffide e vie legali, i cittadini hanno confermato che difenderanno fisicamente l’area, sottolineando che una vittoria in tribunale tra tre anni sarebbe inutile se il bosco venisse cementificato adesso.

5. Le proposte alternative: aprire un tavolo per una ricollocazione

Concludendo, il comitato ha chiesto l’apertura immediata di un tavolo di confronto trasparente con la proprietà e l’amministrazione per trasferire i diritti edificatori. L’obiettivo è spostare le costruzioni verso aree comunali già urbanizzate che necessitano di riqualificazione. 

Tra le soluzioni proposte ci sono l’ex deposito ATL, via delle Case Rosse o casa Firenze. È inoltre stato ribadito che spetta alla Giunta stabilire dove sia possibile edificare, salvando il polmone verde esistente.

Commenti

Una risposta a “Gli Orti Urbani replicano a Comune e costruttore: «Scelta politica, pronti a difendere l’area» ”

  1. Avatar mauro parigi
    mauro parigi

    ora la questione è tutta politica. E’innegabile che la scelta di edificare è della Giunta Salvetti che ha pure raccontato cose imprecise funzionali a far coprendere poco. la questione è politica e forse travalica livorno se come affermato in conferenza stampa oltre 100 associazioni anche non livornesi hanno aderito alla manifestazione di sabato. E’ politica perchè il comitato ha fatto anche qualche indicazione per non penalizzare l’imprenditore privato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.