Il sindacato USB contesta il transito di mezzi militari nello scalo piombinese e rilancia la mobilitazione.

Nuovi movimenti di carri armati e mezzi militari nel porto di Piombino. Le operazioni, avvenute venerdì 28 agosto, hanno interessato ancora una volta la nave Severine e hanno riacceso la protesta di USB Piombino.
Secondo quanto riferito dal sindacato, durante l’imbarco erano presenti carri armati, mezzi blindati e carburante. USB ha proclamato uno sciopero durante le operazioni e ha rilanciato la propria opposizione alla movimentazione di materiale militare attraverso lo scalo.
USB: “L’escalation è già qui”
Nel comunicato diffuso il 28 agosto, USB parla di una presenza sempre più frequente di mezzi militari nelle infrastrutture civili e definisce quanto sta accadendo a Piombino parte di una crescente logistica legata al riarmo.
Il sindacato sottolinea soprattutto il fatto che carri armati e mezzi pesanti transitino sulle stesse strade utilizzate ogni giorno da lavoratori, residenti e turisti.
La protesta, però, non riguarda soltanto le immagini dei mezzi. USB contesta da tempo il ruolo assunto dal porto di Piombino nella movimentazione di materiale militare e chiede un coinvolgimento diretto dei lavoratori portuali.
Lo sciopero durante le operazioni della Severine
USB afferma di aver proclamato lo sciopero durante quello che definisce “l’ennesimo imbarco militare” della Severine.
Il sindacato indica tra i materiali movimentati carri armati, mezzi blindati e carburante e chiede che il porto non diventi un punto stabile per la logistica militare.
La mobilitazione proseguirà anche nei prossimi mesi. USB ha infatti rilanciato il 30 ottobre come giornata internazionale di sciopero e mobilitazione dei lavoratori portuali contro le guerre.
La Severine torna ancora a Piombino
La Severine è una nave Ro-Ro, cioè progettata per trasportare veicoli e mezzi pesanti attraverso grandi rampe di accesso.
Il suo utilizzo per trasporti militari a Piombino non è nuovo.
Già nel luglio 2025 USB aveva denunciato un altro carico di armamenti e mezzi imbarcato sulla stessa nave. In quell’occasione il sindacato indicava l’Estonia come possibile destinazione, precisando però che spesso è difficile ricostruire l’utilizzo finale dei materiali trasportati.
Per il carico movimentato il 28 agosto 2026, invece, non è stata resa pubblica una destinazione ufficiale.
Il carro armato visto nel porto
Tra i mezzi fotografati nello scalo compare anche un carro armato che, per caratteristiche e profilo, appare compatibile con un C1 Ariete, il principale carro armato da battaglia dell’Esercito Italiano.
Si tratta però di un elemento secondario rispetto alla vicenda e, al momento, non risulta una comunicazione ufficiale dell’Esercito che identifichi con certezza il singolo mezzo fotografato a Piombino.
Una protesta che dura da tempo
La contestazione sul transito di materiale militare non nasce oggi.
USB e le Donne in Nero hanno più volte sollevato il tema negli ultimi anni. Anche il Consiglio comunale di Piombino, nel maggio scorso, ha approvato una risoluzione contraria alla trasformazione dello scalo in un hub per la movimentazione militare.
Secondo USB, però, quella posizione non avrebbe finora modificato il quadro operativo del porto.
Il nuovo passaggio della Severine riporta quindi al centro una questione già aperta da tempo: il ruolo dello scalo piombinese nei trasporti militari e la contrarietà di una parte del mondo sindacale e associativo locale.

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