Confcommercio Livorno interviene dopo i controlli in un esercizio commerciale cittadino 

Pieragnoli: “Legalità e sicurezza non si discutono. Ma basta concorrenza sleale sul costo del lavoro” 

“Lavoro nero, mancata formazione e inosservanza delle norme sulla sicurezza non possono trovare giustificazioni. La sicurezza delle persone viene prima di tutto. Ma tutelare la legalità significa anche difendere le imprese che rispettano le regole da ogni forma di concorrenza sleale”.

Così il direttore provinciale di Confcommercio Livorno Federico Pieragnoli interviene dopo i recenti controlli effettuati in un esercizio commerciale cittadino, che avrebbero fatto emergere irregolarità nell’impiego del personale e negli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro.

“Sappiamo quanto sia complessa la normativa, quanto sia oneroso per una microimpresa tenere il passo con i continui aggiornamenti. Informazione, formazione e assistenza qualificata sono indispensabili, per questo nelle nostre sedi siamo sempre disponibili a fornire una prima consulenza gratuita: per aiutare le imprese a conoscere gli obblighi in materia di assunzioni, sicurezza, formazione e gestione del personale, e a intervenire prima che errori o omissioni possano trasformarsi in violazioni e, nel peggiore dei casi, a mettere a rischio lavoratori e titolari”. 

Accanto al contrasto al lavoro irregolare, Pieragnoli richiama anche un secondo fenomeno che incide sulla correttezza del mercato: il dumping contrattuale. “Non possiamo chiedere alle imprese serie di sostenere i costi della legalità e, contemporaneamente, consentire che sullo stesso mercato operino aziende che ottengono vantaggi competitivi applicando contratti sottoscritti da organizzazioni scarsamente rappresentative, con livelli economici e normativi inferiori. Anche questa è concorrenza sleale”.

Il problema riguarda in modo particolare il terziario, il commercio, il turismo e i pubblici esercizi. Settori nei quali il costo del lavoro rappresenta una componente rilevante dei bilanci aziendali. Contratti al ribasso possono incidere non soltanto sulla retribuzione, ma anche su ferie, permessi, malattia, welfare, previdenza e formazione.

“Difendere i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative significa tutelare insieme la dignità del lavoro e le imprese serie”, prosegue Pieragnoli. “Chi garantisce diritti, sicurezza e corrette condizioni di lavoro non può essere quello che parte svantaggiato sul mercato”.

Confcommercio Livorno ricorda quindi alle imprese la possibilità di rivolgersi agli uffici dell’associazione per verificare preventivamente gli adempimenti in materia di lavoro e sicurezza e per accedere ai servizi di consulenza e formazione.

“Controllare la propria posizione costa molto meno che affrontare una contestazione. Aiutare le aziende a lavorare bene e nel rispetto delle regole è uno dei compiti di un’associazione di categoria. Ma chiediamo con altrettanta chiarezza che le regole siano davvero uguali per tutti”.

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