Pieragnoli: «Casa ed energia pesano sempre di più sui bilanci. Meno reddito disponibile significa meno spesa nei negozi e nei servizi»

A intervenire è il direttore generale Federico Pieragnoli, che richiama i dati dell’Ufficio Studi Confcommercio.
Casa ed energia pesano sui bilanci
«Nel 2026 la sola spesa per l’abitazione arriva a circa 5.300 euro pro capite, mentre energia, gas e combustibili pesano per 1.829 euro a persona», sottolinea Pieragnoli.
Secondo Confcommercio, negli ultimi trent’anni i prezzi dei consumi obbligati sono cresciuti oltre il doppio rispetto a quelli dei consumi commercializzabili.
«Quando una parte così consistente delle risorse viene assorbita da spese che non possono essere rinviate o eliminate, ciò che rimane per gli altri acquisti inevitabilmente si riduce».
«Meno consumi significa più difficoltà per le imprese»
Il problema, evidenzia Confcommercio, riguarda direttamente anche negozi, pubblici esercizi e servizi.
«Meno reddito disponibile significa minore propensione alla spesa. E in un momento nel quale anche le aziende devono sostenere costi elevati, una domanda debole rischia di mettere ulteriormente sotto pressione la tenuta del tessuto commerciale».
A incidere è anche la fiducia delle famiglie. Con margini economici sempre più ridotti, secondo Pieragnoli, aumenta infatti la prudenza e vengono rinviati anche acquisti che potrebbero essere sostenuti.
L’appello di Confcommercio
Per Confcommercio è quindi necessario intervenire sulle voci che incidono maggiormente sui bilanci familiari e favorire il recupero del potere d’acquisto.
«Sostenere il reddito disponibile delle famiglie significa sostenere i consumi e, insieme, le imprese. È un passaggio essenziale per restituire fiducia e tutelare la vitalità commerciale delle nostre città», conclude Pieragnoli.

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