Sanità a Livorno, FIALS proclama lo stato di agitazione: «Alle Sughere è emergenza»

Dopo il fallimento del tentativo di conciliazione in Prefettura, il sindacato denuncia carenze nel reclutamento del personale sanitario e sociosanitario. Situazione particolarmente delicata nel carcere di Livorno, dove risultano oltre 300 detenuti.

Manifestazione FIALS a Livorno per la carenza di personale sanitario nel carcere Le Sughere.
La FIALS denuncia l'emergenza personale sanitario nel carcere Le Sughere di Livorno.

La FIALS, Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, è un’organizzazione sindacale che rappresenta lavoratori del settore sanitario, sociosanitario e delle autonomie locali.

La segreteria provinciale di Livorno, guidata da Daniela Boem, ha annunciato lo stato di agitazione e la preparazione di ulteriori iniziative sindacali da attuare nei prossimi mesi dopo il mancato accordo raggiunto durante il confronto in Prefettura.

Lo stato di agitazione è una forma di mobilitazione sindacale che precede eventuali ulteriori azioni di protesta e serve a formalizzare una situazione di conflitto tra lavoratori o rappresentanze sindacali e il datore di lavoro.

FIALS: «Problemi nel reclutamento del personale»

Uno dei punti centrali della vertenza riguarda, secondo FIALS, il numero di operatori sanitari e sociosanitari disponibili nell’area livornese.

Il sindacato sostiene che il saldo tra nuove assunzioni e pensionamenti continui a essere negativo e che ciò determini un aumento dei carichi di lavoro per chi rimane in servizio.

La contestazione riguarda la USL Toscana Nord Ovest, l’azienda sanitaria pubblica che gestisce i servizi sanitari territoriali e ospedalieri di un’ampia parte della Toscana nord-occidentale, compresa Livorno.

Secondo FIALS, l’aumento dei servizi concentrati sull’ospedale di Livorno e l’attivazione di nuove strutture territoriali richiederebbero una programmazione del personale adeguata alle nuove necessità.

Il nodo del Piano Attuativo Locale

Nella propria denuncia FIALS richiama anche la mancata approvazione del PAL, Piano Attuativo Locale.

Il PAL è lo strumento con cui un’azienda sanitaria traduce sul territorio la programmazione sanitaria regionale, stabilendo obiettivi, organizzazione dei servizi e priorità.

Secondo il sindacato, l’assenza di un quadro programmatorio definito renderebbe più difficile far corrispondere il numero dei lavoratori alle necessità effettive dei servizi sanitari.

FIALS richiama in particolare la concentrazione su Livorno di attività sanitarie di rilievo, tra cui servizi oncologici, trasfusionali, aferesi, endoscopia e malattie infettive, oltre all’attivazione delle Case di Comunità e dell’Ospedale di Comunità.

Le Case di Comunità sono strutture territoriali del Servizio sanitario pensate per riunire diversi servizi di assistenza vicino ai cittadini. L’Ospedale di Comunità, invece, è una struttura sanitaria intermedia destinata principalmente ai pazienti che non necessitano più di un ricovero ospedaliero per acuti ma hanno ancora bisogno di assistenza sanitaria continuativa.

Le Sughere, FIALS parla di «emergenza»

La situazione più delicata indicata dal sindacato riguarda la Casa Circondariale “Le Sughere”, il principale istituto penitenziario di Livorno.

Secondo FIALS, dopo alcuni trasferimenti provenienti dal carcere fiorentino di Sollicciano la popolazione detenuta sarebbe cresciuta di oltre cento unità, portando il numero complessivo sopra quota 300.

Un dato che trova riscontro anche nei numeri pubblicati dal Ministero della Giustizia: all’11 agosto 2026 risultavano 327 detenuti presenti nella Casa Circondariale di Livorno. La scheda ministeriale indica 428 posti regolamentari, dei quali 151 risultavano non disponibili alla stessa data.

«17 infermieri, ma quattro lavorano anche a Gorgona»

Secondo quanto riferisce FIALS, gli infermieri in servizio sarebbero 17.

Di questi, sempre secondo il sindacato, quattro svolgerebbero parte della propria attività anche presso la Casa di Reclusione di Gorgona, con permanenze sull’isola mediamente di circa una settimana.

La Casa di Reclusione di Gorgona è l’istituto penitenziario situato sull’isola di Gorgona, nell’Arcipelago Toscano, amministrativamente appartenente al Comune di Livorno.

FIALS sottolinea come l’aumento dei detenuti e la maggiore complessità delle condizioni sanitarie da gestire possano avere conseguenze dirette sull’organizzazione del lavoro degli infermieri.

Tempi più lunghi e maggiore pressione sugli operatori

Secondo il sindacato, le nuove condizioni all’interno del carcere avrebbero determinato anche una maggiore dilatazione dei tempi necessari per le prestazioni sanitarie.

FIALS riferisce di difficoltà nella gestione quotidiana delle attività e della necessità, in alcuni casi, di prolungare gli orari di lavoro.

La presenza di detenuti con situazioni sanitarie più complesse, comprese problematiche di carattere psichiatrico, richiederebbe inoltre — secondo il sindacato — una revisione degli organici e delle condizioni di sicurezza per il personale.

Le condizioni di medicheria e ambulatori

La denuncia della FIALS non riguarda soltanto il numero dei lavoratori.

Il sindacato segnala anche problemi strutturali all’interno degli spazi destinati all’assistenza sanitaria del carcere, riferendo infiltrazioni d’acqua nella medicheria e negli ambulatori e temperature definite difficili da sopportare dagli operatori.

Si tratta di criticità denunciate dalla rappresentanza sindacale sulle quali sarà importante conoscere anche la posizione dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest.

La richiesta: aumentare subito il numero degli infermieri

La richiesta prioritaria avanzata dalla FIALS è un adeguamento urgente del numero degli infermieri presenti alle Sughere.

Il sindacato chiede inoltre interventi sulle condizioni strutturali e ambientali dei luoghi di lavoro, richiamando gli obblighi del datore di lavoro in materia di tutela della salute e della sicurezza degli operatori.

FIALS annuncia che continuerà la propria azione nei confronti della USL Toscana Nord Ovest e chiede un intervento anche alle istituzioni locali, alla Regione Toscana e ai parlamentari eletti nella provincia di Livorno.

La vicenda apre quindi un nuovo fronte nel dibattito sulla carenza di personale sanitario a Livorno, con un punto particolarmente sensibile rappresentato dall’assistenza sanitaria all’interno del carcere cittadino.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.