Sabato 27 giugno se ne parla al Museo di storia naturale del Mediterraneo a cura del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese
Nei pressi delle sorgenti che alimentavano l’Acquedotto Leopoldino di Colognole (o del Poccianti) erano un tempo funzionanti diversi mulini ad acqua.
A quelle strutture e in particolare al Mulino di Cima è dedicata la conferenza a cui potremo partecipare sabato 27 giugno (ore 17) al Museo di storia naturale del Mediterraneo (via Roma, 234) nell’ambito delle attività divulgative rivolte alla cittadinanza del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese con l’intervento di Roberto Branchetti, presidente del sodalizio:
«La conferenza – spiega Branchetti – si propone come una delle iniziative più significative in occasione della riqualificazione del Mulino di Cima, edificio iscritto nel Catalogo Nazionale dei beni architettonici, progetto facente parte del PNRR Architettura rurale della Regione Toscana.
Inserito in un contesto ambientale di assoluto rilievo per valenze storiche, architettoniche e naturalistiche, il Mulino di Cima apriva la serie dei dieci mulini “in cascata” attestati nell’Alta Valle del torrente Morra (Camorra)».
In gran parte ancora esistenti questi antichi mulini ad acqua erano funzionalmente connessi fra di loro restando operanti per svariati secoli sino ai primi dell’Ottocento quando con l’attivazione dell’Acquedotto Leopoldino venne meno la forza motrice che metteva in movimento i palmenti.
La conferenza sarà corredata da un video realizzato per l’occasione da Roberto Tessari (GAPL).
Info:
ingresso libero; tel. 0586-266711;